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Data: 21/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Scontro sul ritorno dell'Ici. Camusso: non toccare le case. Il leader Cgil ripropone l'imposta sulle grandi ricchezze Quanto costerà la nuova Ici - guarda

Sindacati divisi, polemiche per l'ipotesi di ripristino del prelievo

ROMA - La Cgil non cambia idea e continua a dire no alla reintroduzione dell'Ici, qualunque sarà il suo nome. La priorità per il sindacato di corso d'Italia resta un'altra: la tassazione delle grandi ricchezze. Nel giorno in cui l'ex premier, Silvio Berlusconi, dà un via libera parziale e condizionato ad un aumento della tassazione sulla casa, il numero uno della Cgil, Susanna Camusso, ribadisce il suo no. «L'Ici non può essere il punto di partenza, ma si può fare un riordino della tassazione sulla casa solo in conseguenza dell'avere cambiato la distribuzione della tassazione, quindi partendo da un'imposta sulle grandi ricchezze» spiega. Aggiungendo: «Non si può pensare che sulla casa si carichi qualunque cosa senza un riordino. Non dimentichiamo che vanno in vigore, per esempio, i decreti del federalismo municipale che prevedono una serie di tassazioni sulla casa. Inoltre a differenza di altri Paesi europei e del resto del mondo il nostro è un Paese di possessori di case, a partire dai lavoratori e dai pensionati».
Di fatto per il nuovo governo la vicenda di una diversa tassazione sulle proprietà rischia di diventare uno dei capitoli più spinosi. Il Pd nei giorni scorsi ha fatto sapere di essere disposto a dare il via libera alla reintroduzione dell'Ici sulla prima casa, ma solo se fatto nella versione Prodi, ovvero esentando le fasce di reddito più basse. E comunque sempre che il provvedimento viaggi insieme a una patrimoniale e un'aumento delle tasse sulle rendite finanziarie, esclusi i titoli di Stato. Una posizione simile a quella dell'Italia dei Valori. «Noi diciamo sì alla reintroduzione dell'Ici, a patto che vengano esentate le fasce più deboli, così come diciamo sì alla patrimoniale, pur di non mettere le mani nelle tasche dei pensionati» fa sapere il vicepresidente dell'Idv alla Camera, Antonio Borghesi.
Si ammorbidisce la posizione del Pdl, ma non certo sulla patrimoniale. Una parziale apertura sull'Ici arriva direttamente da Berlusconi. «Monti ha fatto intendere che porterà la tassazione degli immobili in linea con la media europea, mentre ora è al di sotto. È possibile che questo comporti l'introduzione di un'imposta simile all'Ici, da noi già prevista con il federalismo» dice il premier in un'intervista al Corriere della Sera. E così l'ex ministro Renato Brunetta: «Noi avevamo previsto di razionalizzare tutta la tassazione municipale sugli immobili riducendola a una sola, l'Imu. Se Monti si muoverà in questa direzione ci si potrà ragionare sopra, perché sarebbe il completamento di una nostra riforma». Chiusura totale invece per quanto riguarda un'eventuale patrimoniale.
Resta differenziata la posizione sull'argomento da parte del fronte sindacale. Nei giorni scorsi, il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, ha fatto sapere che per quanto riguarda la sua organizzazione «la priorità è fare la riforma fiscale, agganciandosi alla delega che c'è già in Parlamento». Se proprio bisogna parlare di Ici, allora deve essere «salvato chi ha una sola casa, ovvero generalmente lavoratori dipendenti e pensionati». In casa Uil invece hanno già fatto i primi conti: la reintroduzione dell'Ici sulla prima casa costerebbe in media 316 euro all'anno a famiglia.

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