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Data: 21/11/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Ritorno dell'Ici e aumento dell'Iva. Inizia il confronto anche sulla riforma previdenziale

Il primo decreto all'ordine del giorno è su Roma capitale

ROMA. Il primo consiglio dei ministri del governo Monti ha all'ordine del giorno l'approvazione del decreto legislativo su Roma capitale. Soprattutto, però, si inizierà a ragionare su fisco e pensioni.
Dopo il via libera di Alfano, ieri anche Berlusconi si è detto disposto ad accettare il ritorno dell'imposta «in linea con i parametri europei». Resta il no pesante della Cgil (Susanna Camusso lo ha ribadito anche ieri: «L'Ici non può essere il punto di partenza») mentre a livello politico le resistenze sono quelle di Lega Nord e Sel. Troppo poco, sembra, per impedire a Monti di cancellare l'esenzione sulla prima casa, «anomalia tutta italiana». Tecnicamente si va verso un decreto che reintroduca l'Ici e un secondo che anticipi l'Imu - l'imposta municipale unica contenuta nella legge sul fisco comunale - dal 2014 al 2012, inglobando anche l'imposta sulla prima casa. La ricaduta in termini di gettito è di almeno 3,5 miliardi, stima ottenuta con la vecchia aliquota del 3 per mille. Aumentandola, le entrate sarebbero anche più cospicue. Ma il gettito aumenterà anche se - come pare quasi certo - la reintroduzione dell'Ici sarà abbinata alla rivalutazione delle rendite catastali. Oggi la rivalutazione è del 5%, portandola al 10 o al 15% si otterrebbe un gettito supplementare tra il mezzo miliardo e il miliardo.
A livello fiscale c'è poi lo spostamento del peso di imposte e contributi che gravano su lavoro e imprese a consumi e proprietà. Su questo punto ci sono solo ipotesi. Si parla insistentemente di un nuovo ritocco dell'Iva. Nell'ultima manovra è stata portata dal 20% al 21%, ma ora potrebbe essere necessario un ulteriore incremento al 23% che per le casse statali si tradurrebbe in maggiori entrate di 8,4 miliardi. Ma allo stesso tempo si dovrebbero tagliare l'Irpef - in particolare per favorire l'occupazione femminile - e l'Irap per le aziende. Altro punto all'ordine del giorno è la lotta all'evasione fiscale attraverso la limitazione dei pagamenti in contanti a un massimo di 300-350 euro.
Subirà un'accelerazione decisa il processo di liberalizzazioni e dismissioni iniziato con l'ultima legge di stabilità. Riforma degli ordini professionali, più poteri all'Antitrust e apertura dei servizi pubblici locali sono i punti ai quali sta lavorando il "super-ministro" Passera. Accanto agli immobili come caserme e carceri inutilizzate che saranno inserite nel primo elenco di cespiti da definire entro il 30 aprile 2012, si stanno già valutando altre ipotesi e si pensa anche di dare più spazio ai privati in settori strategici come poste e ferrovie.
Sarà avviata al più presto la "spending review", la revisione della spesa che dovrà indicare gli sprechi e i possibili tagli nella pubblica amministrazione e si procederà subito al riordino delle competenze delle Province, fino alla loro completa eliminazione.
Per quanto riguarda pensioni e occupazione, la parola d'ordine è «eliminare le disparità». Questo significa estensione del modello contributivo e avvicinamento delle aliquote contributive nel caso della riforma previdenziale, maggiore flessibilità in termini di tagli al personale e contrattazione in cambio di ammortizzatori sociali più ricchi e maggiori incentivi al reinserimento sul mercato del lavoro in quello della riforma del mercato del lavoro.

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