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Data: 21/11/2011
Testata giornalistica: Ferpress
Calabria: continua la protesta degli amministratori locali contro i tagli ai treni a lunga percorrenza

"La decisione di Trenitalia di tagliare dal 12 dicembre prossimo ben 21 treni a lunga percorrenza che collegano la Calabria al resto dell'Italia è una decisone gravissima, l'ultimo atto di una politica leghista ed antimeridionalista che in questi anni ha caratterizzato le scelte di un governo nazionale nemico del sud e alleato dei poteri forti del nord".
Lo afferma in una nota il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio. "E' una decisione insopportabile - continua Oliverio - perché mira ad isolare completamente la nostra regione e sottende l'idea di un Paese diviso a metà, con una grande area forte al nord e una debole abbandonata a se stessa al sud. In questi anni abbiamo sempre sostenuto che i problemi della Calabria e del Mezzogiorno non sono in contrapposizione con i problemi del nord e del Paese e che, anzi, essi convivono e si integrano con un'esigenza comune, che è quella di uscire immediatamente dalla crisi in atto".

"A sostegno di questa tesi - afferma il presidente della Provincia cosentina - abbiamo più volte richiamato gli interventi del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e del Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi. Oggi più di ieri siamo convinti che per affermare una nuova crescita del Paese, il Mezzogiorno deve essere aiutato attraverso adeguate, intelligenti e moderne politiche nazionali tese a realizzare obiettivi di crescita e di recupero dei ritardi nei vari campi dell'economia, della società e dei servizi. Anche le risorse comunitarie nella disponibilità delle regioni meridionali possono e devono essere più efficacemente utilizzate per la realizzazione della crescita economica e sociale dei nostri territori, se sono accompagnate e rafforzate da programmi nazionali che vanno in direzione dell'ammodernamento infrastrutturale, del sostegno alle imprese, dell'agevolazione dell'accesso al credito, della ricerca e dell'innovazione".

"Purtroppo, però -prosegue Oliverio- siamo rimasti inascoltati. Nonostante la situazione drammatica in cui sono costrette a vivere le nostre popolazioni, il Governo ha letteralmente cancellato dalla propria agenda il Mezzogiorno e la Calabria, per corrispondere al meglio alle spinte antimeridionaliste della Lega. In questo contesto abbiamo più volte sollecitato una reazione unitaria di tutti gli attori istituzionali, politici sociali, culturali ed imprenditoriali per contrastare questa pericolosissima deriva".

"Di fronte a questo nuovo ?schiaffo' di Trenitalia che mira a isolare completamente la Calabria dal resto dell'Italia e dell'Europa - conclude il presidente - non possiamo più far finta di nulla e rimanere indifferenti o con le mani in mano. Il Governatore Scopelliti assuma immediatamente le iniziative necessarie a contrastare scelte così gravi ed inaccettabili. Se necessario, si faccia promotore di un incontro regionale aperto a cui invitare tutti i rappresentanti istituzionali, gli attori politici e sociali, sindacati, università, imprese, associazioni e mondo del volontariato, di questa regione per respingere con forza questa nuova, pesante discriminazione. Non si può più continuare a perseguire una linea di ?non disturbo del manovratore', anche perché il manovratore, Berlusconi e il suo governo, sono ormai giunti al capolinea e la Calabria sta pagando un prezzo troppo alto e salato per queste politiche contro di essa e contro il Mezzogiorno".

Ance il primo cittadino di Reggio Calabria, Demetrio Arena, ha giudicato "altamente penalizzante" l'atteggiamento delle Ferrovie dello Stato nei confronti della Regione Calabria.

"Abbiamo il dovere di difendere i nostri cittadini - ha dichiarato in una nota il sindaco Arena -, mantenendo un atteggiamento responsabile ma con azioni decise, poiché non è possibile tollerare ulteriormente provvedimenti che danneggiano il nostro territorio senza alcuna motivazione di sorta"'.

"Da quanto emerge sarebbero otto i treni a media e lunga percorrenza che, con un colpo di mano, verrebbero cancellati privando, per l'ennesima volta, i reggini di collegamenti con il resto del Paese - ha denunciato Arena -. Bisognerebbe forse fare presente ai rappresentanti di RFI che, con i lavori di ammodernamento dell'A3 che paralizzano in alcuni punti il traffico autostradale, per i cittadini calabresi e i reggini in particolare il trasporto sul ferrato rappresenta un'esigenza indispensabile: continuare ad attuare una politica di riduzione e tagli, dunque, significa voler perseguire un progetto non sappiamo quanto inconsapevole, ma concreto, di isolamento di un territorio già provato da altre difficoltà, aggravando fattori di disagio. Se il compito di RFI è quello di fornire un servizio pubblico, l'Azienda sta fallendo miseramente nel suo scopo e non mi resta che constatare come, inoltre, RFI sia un'entità che non riesce a materializzarsi nelle relazioni col territorio, ma assume iniziative unilaterali, quasi che il suo compito istituzionale non sia quello di assicurare un servizio di primaria utilità alle popolazioni, ma quello di perseguire il massimo profitto, a scapito della motivazione sociale per cui esso e' stato posto in essere. Ricordo che nel contratto stipulato con il Ministero dei Trasporti relativo al servizio Tamburello era previsto l'utilizzo di un treno di nuova generazione, il ?Minuetto', che, però, dalle nostre parti non si e' mai visto. Di contro abbiamo potuto ammirare vetture in stile far west, paragonabili forse solo ad una vecchia corriera ansimante, sia come capienza, circa 50 persone, che come efficienza, il più delle volte ferma che in servizio".

"Ma non è finita qui. A completare il panorama sappiamo che il costo chilometrico a carico della comunità locale è di circa 20 euro contro un corrispettivo nazionale di circa 13 - si legge nella nota -. Come a dire che i disservizi costano più che i servizi. Ricordo ancora che RFI aveva preso l'impegno di completare lo scalo dell'Aeroporto nell'arco di 20 mesi. Peccato che questo impegno sia datato 2008. Infine, l'Azienda ha dismesso la Stazione di Reggio Mare, proprio quella che garantirebbe l'unico collegamento alla città in caso di calamità naturale".

"Non credo che questo tipo di atteggiamento sia più tollerabile dai calabresi e - conclude il comunicato -, da Sindaco della città di Reggio Calabria, mi farò promotore di ogni iniziativa utile per tutelare i diritti dei miei concittadini".

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