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Data: 22/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Studio Aperto: «All'Aquila tutto ok»

Da cinque giorni l'Enel ha staccato la corrente elettrica a quattro fratelli aquilani che, da dopo il terremoto, vivono in un Map (Modulo abitativo provvisorio) a Pianola. I Chiarizia, Pierluigi, Gino, Roberto e Vincenzo, sono al freddo, al buio e ora anche senza cibo. Il taglio è arrivato a causa di alcune bollette non pagate che, però, protestano i giovani, non sono mai state ricevute perché avevano un indirizzo sbagliato.
«Senza alcun preavviso - spiega Pierluigi, uno dei fratelli - ci hanno messo il sigillo al contatore. Una volta scoperto l'errore da parte dell'Enel abbiamo pagato le quattro bollette che risultavano in rosso. Nonostante questo, però, a oggi siamo ancora senza corrente e con il freddo di questi giorni il disagio è davvero grandissimo. In più tutte le cibarie che avevamo in frigo sono andate a male». Subito dopo il pagamento sono cominciate le sollecitazioni per avere di nuovo energia, ma senza esito. «C'è un rimpallo di responsabilità tra i centralini e gli uffici che denota un'assoluta inadeguatezza nell'assistenza ai clienti» spiega l'avvocato Gianluca Racano, che annuncia il ricorso alle vie legali.
Intanto secondo il telegiornale di Italia 1, Studio Aperto, all'Aquila va tutto bene, come sembra testimoniare un servizio fin troppo ottimistico andato in onda nell'edizione delle 12.30 di ieri. Raccontate scene di vita quasi normale, il caffè al bar Nurzia, la carne presa da Giovanni il macellaio, piazza Duomo ripopolata. La realtà è ben diversa e il popolo di Internet, da Facebook a Twitter, è insorto, visto che è ancora fresca la ferita del caso-Forum dello scorso aprile, quando una finta terremotata diffuse informazioni del tutto irrealistiche nel programma di Rita Dalla Chiesa.
E anche l'elenco telefonico sembra non essersi accorto di quanto accaduto il 6 aprile 2009. Nella nuova edizione arrivata in queste settimane nelle case degli aquilani, si possono leggere ancora nominativi di persone decedute nella scossa delle 3.32 oppure indirizzi di abitazioni crollate. Anche se l'aggiornamento dei dati anagrafici spetterebbe ai diretti interessati, per il caso di specie ci si poteva attendere più attenzione.

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