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Pescara, 12/04/2026
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Data: 22/11/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Enav, ecco la cupola dei soldi ai partiti. Fra i nomi eccellenti fatti ai magistrati anche Matteoli, La Russa e Giovanardi

ROMA. Un sistema «lottizzato», una sorta di cupola che coinvolge i vertici di Finmeccanica, Enav e Selex, e che arriva fino ai «partiti politici». Lo schema sembra essere quello di tangenti in cambio della conferma ai vertici delle aziende coinvolte. La politica, insomma, nella spartizione di nomine aveva un ruolo chiave.
Lo conferma Lorenzo Cola, l'ex consulente globale di Finmeccanica, che nei verbali d'interrogatorio spiega al pm titolare dell'inchiesta Paolo Ielo, che i soldi alla politica erano erogati da Lorenzo Borgogni (l'autosospeso direttore delle relazioni esterne di Finmeccanica, indagato per finanziamento illecito ai partiti), ma su autorizzazione del presidente del gruppo industriale Pier Francesco Guarguaglini. A questo proposito illuminante un'intercettazione fra Borgogni e tal Marco (Milanese?) che gli sollecita soldi per conto di Filippo, da Milano. Marco insiste, Borgogni: «Vabbé se ne parla quando torni». Marco: Eh no, perché lui dice sto con l'acqua alla gola eccetera e deve parlare con qualcuno dei nostri». Borgogni, da senese, sbotta: «Dai Marco, maremma puttana, Marco».
«Si parlava con Grossi (Marina Grossi, ad Selex, ndr) del fatto che per lavorare in Enav occorreva pagare tangenti» riferisce Cola al magistrato. Nelle carte si parla anche di un versamento di 300mila euro in contanti a Franco Bonferroni, membro del cda di Finmeccanica, parlamentare, in quota Udc, secondo la deposizione (ma il partito di Casini ieri ha smentito che il senatore ex Dc sia mai stato un loro iscritto). «Guarguaglini - riferisce Cola - autorizzava tali operazioni, ovviamente non caso per caso. Borgogni aveva un'investitura da parte di Guarguaglini. Di esse occasionalmente egli aveva specifica notizia». E' sempre l'ex consulente a spiegare nel dettaglio la lottizzazione: «Il potere di nomina dei componenti del cda di Enav apparteneva al Mef, ministero dell'Economia e delle Finanze. Sul piano sostanziale la nomina era il frutto di una precisa ripartizione politica e scelte riconducibili esclusivamente al Mef furono quelle di Varazzani come commissario, un altro consigliere di cui non ricordo il nome e quella di Nieddu come presidente. Tra il 2001 e il 2002 vi era un cosiddetto tavolo delle nomine o laboratorio all'interno della maggioranza, composto da Brancher, Cesa, Gasparri o La Russa, e un uomo della Lega, che cercava di comporre gli equilibri politici ai fini delle nomine. Quanto ai riferimenti politici dei soggetti che si sono succeduti nel tempo nelle funzioni apicali di Enav, posso dire - spiega ancora Cola - che Pugliesi è sempre stato in quota Udc, originariamente riferibile a Baccini. Il Pdl, invece, era il riferimento politico di Floresta. Grisellini si riferiva a Forza Italia, Gramellini ai Comunisti Italiani, Vallone al Pd. Nieddu venne nominato direttamente dal Tesoro, Martini, viceversa, aveva come riferimento An e il ministro Matteoli e la sua nomina avvenne nel contesto dell'operazione Optimatica». Qui si parla di un contratto con Optimatica e di un favore all'ex ministro che permise l'assunzione di suo figlio in Alitalia.
A riferire ora di tangenti all'Udc è anche Marco Iannilli, sentito lo scorso 6 settembre dagli inquirenti, ai quali dichiara che l'ad di Enav, Guido Pugliesi, avrebbe ricevuto 600mila euro (frutto, spiega Iannilli, delle sovrafatturazioni realizzate dalla Arc Trade) la metà dei quali «avrebbe dovuto essere consegnata al partito di riferimento, l'Udc».

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