Pescara. La notizia era attesa da vent'anni, da quando la Saga aveva assunto la gestione provvisoria dei servizi dell'aeroporto. Era il 1º agosto del 1986, e da quella data la concessione era stata sempre rinnovata di anno in anno. Ora l'Enac (Ente nazionale aviazione civile) fa sapere che la Saga gestirà l'aeroporto d'Abruzzo per trent'anni, accollandosi oneri e onori. Che tradotto in soldoni significa maggiori introiti economici derivanti dalla gestione diretta dei servizi: parcheggi, ristorante, negozi, eccetera. Ma anche maggiori responsabilità.
La notizia è di quelle che fanno tirare un bel sospiro di sollievo all'interno del consiglio di amministrazione della Saga. Anche il direttore della società, Gianfranco Stromei, accompagnava ieri l'annuncio dell'Enac con parole di euforia: «Questa volta possiamo dirlo a squarciagola, la Saga raccoglie un successo veramente sudato, un traguardo inseguito da vent'anni». Stromei fa tra l'altro notare che soltanto pochissimi aeroporti «sotto soglia», come quello di Pescara, possono vantare oggi questo privilegio della gestione diretta, che non passa più dallo Stato. Cosa cambierà da domani lo spiega lo stesso direttore della Saga: «Uno dei vantaggi viene dalla riscossione diretta dei diritti aeroportuali, che prima era l'Enac ad incassare. Questi introiti ci consentiranno di programmare meglio le nostre attività e di assicurare contratti e convenzioni più stabili anche con gli interlocutori della parte commerciale, visto che il rinnovo annuale della nostra convenzione rendeva provvisori anche questi rapporti».
A convincere l'Enac sarebbe stato il piano trentennale presentato dalla Saga, che si tradurrà in un investimento complessivo di 60milioni di euro entro la scadenza del lungo mandato. Il volo per New York, che sarà attivato dal prossimo 18 aprile, è uno dei fiori all'occhiello della nuova programmazione. Ma a giocare un ruolo importante sarebbe stato anche l'interessamento del sindaco Luciano D'Alfonso, come conferma Stromei. L'iter della concessione sarà formalizzato con un apposito decreto che porterà la firma dei ministeri dei Trasporti e dell'Economia.