AVEZZANO. «Costretti a viaggiare seduti sui gradini dell'autobus e spesso in ritardo sulla tabella di marcia». È quanto denunciano i pendolari Arpa della tratta Sulmona-Roma, di cui un paio di corse fanno tappa anche nel capoluogo marsicano.
Chiedono condizioni di viaggio migliori e maggiore attenzione verso le loro esigenze. A peggiorare la situazione, il paventato annuncio - finora però non ufficializzato - che dal 1 dicembre anche la corsa in partenza alle 8 da Sulmona si fermerà ad Avezzano. E monta la protesta. La sosta ad Avezzano, secondo i pendolari, penalizzerebbe i viaggiatori che raggiungono Roma, sia da Sulmona sia da Avezzano. In particolare, i pendolari peligni impiegherebbero quasi quattro ore per raggiungere la Capitale, in quanto l'autobus si fermerebbe anche nel terminal di Avezzano, mentre i pendolari marsicani, salendo per ultimi, sarebbero costretti a viaggiare in condizioni peggiori, seduti per terra, appunto, come più volte lamentato. E sulla vicenda interviene la Federcopa, la federazione dei comitati dei pendolari, che non risparmia critiche. «È una situazione grave», sostiene il presidente Francesco Di Nisio, «i viaggiatori sono spesso costretti ad affrontare il viaggio seduti sui gradini dell'autobus». Da una decina di anni, la Federcopa si batte per migliorare le condizioni di vita dei pendolari. Si tratta di lavoratori e studenti che per svariati motivi, soprattutto economici, non possono permettersi di trasferirsi a Roma e, quindi, pur di non perdere il posto di lavoro o l'opportunità di frequentare l'Università, decidono di viaggiare. «Speravamo in un miglioramento del servizio», aggiunge Di Nisio, «dopo una buona risposta della politica, ora rischiamo di essere penalizzati proprio dall'Arpa, che è un soggetto pubblico e che dovrebbe comprendere le nostre esigenze».
Fino a qualche settimana fa, la tratta in questione era coperta dalla Paolibus, che poi è stata incorporata dall'Arpa.