E' sempre la vecchia politica a menare le danze: riposizionamenti, beghe personali, improvvise crisi di coscienza. Così il presidente della Provincia, Guerino Testa e il sindaco Luigi Albore Mascia sono chiamati ad una nuova messa a punto delle loro giunte per evitare l'imballaggio dei motori. Lunedì sera tutto il centrodestra si è convocato a palazzo di città per affrontare i venti di crisi che soffiano nei due edifici dirimpettai. Ma in qualche caso si tratta più che altro di un paio di starnuti.
Era stata Pescara futura, la lista di Carlo Masci, a sollecitare un chiarimento sulla Provincia dopo la decisione del suo assessore ai lavori pubblici, Roberto Ruggieri di rassegnare le dimissioni. Qui i problemi sembrano tutti interni alla lista di Carlo Masci, dove tra il consigliere provinciale Lino Ruggero e l'assessore quasi omonimo ai lavori pubblici sono spesso volati gli stracci. Il motivo del contendere, una rotatoria sul Lungofino ad Elice, è apparso più un pretesto. Resta il fatto che Ruggero ha abbandonato la lista civica di Masci per giocare in consiglio da indipendente, mentre l'assessore ai lavori pubblici ha annunciato le sue dimissioni dalla giunta, consegnandole però nelle mani del partito e non in quelle del presidente Testa.
La morale è che Testa è virtualmente senza maggioranza. La decisione assunta ieri al tavolo del centrodestra, dove per l'Udc siedeva il commissario Amedeo Ciccanti, è stata quella di darsi un tempo (lunedì prossimo), entro il quale dovrà essere trovata una soluzione. Sembra che alla Provincia non si prospetti tuttavia un rimpasto vero e proprio ma una semplice ridistribuzione delle deleghe, forse con uno spacchettamento dell'assessorato ai lavori pubblici. L'altro punto è il rilancio del programma di governo, partendo da un paio di punti contestati da alcuni consiglieri di maggioranza che si sono messi di traverso al momento di votare alcuni provvedimenti. Anche su questo c'è stato l'impegno di Pdl, Udc e Pescara futura.
Più complicato il caso al Comune. Anche qui la protagonista assoluta è la lista civica di Carlo Masci, ma in una sorta di duello ravvicinato con l'Udc (il partito ufficiale rappresentato da Licio Di Biase e dal commissario Ciccanti, e non quello di Dogali). Pescara futura ha detto di essere pronta a rinunciare alla sua quota rosa nell'esecutivo per ottenere un assessore maschio. Caselle che si riempiono facilmente con nome e cognome: l'assessore donna chiamata a fare il passo indietro è Elena Seller, con delega alla cultura. L'assessore uomo che Masci vorrebbe fare esordire nella giunta Mascia è l'attuale vice presidente del consiglio comunale, Giovanni Santilli. Per ottenere questo, l'Udc dovrebbe però sacrificare il suo assessore Vincenzo Serraiocco, con deleghe a costa e mare, per andare a riempire la quota rosa prevista dallo Statuto comunale (tre assessori donna su 14). Pescara futura è rappresentata al femminile anche dall'assessore Barbara Cazzaniga, ma l'Udc non vuole mollare: Serraiocco al momento non si tocca. La soluzione del rebus tra venerdì e lunedì.