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Data: 24/11/2011
Testata giornalistica: Il Sole 24 ore.com
Stop alla fusione Atm-Trenord Nel 2012 cedola da 20 milioni La controllata è ora impegnata a tagliare i costi interni

Il progetto di fusione tra Atm e Trenord è morto prima ancora di nascere. Se ne parlava mesi fa, e prima ancora qualche anno fa. La giunta di centrosinistra a Milano, a settembre, l'aveva presentata come una delle prossime iniziative necessarie per rilanciare il trasporto pubblico locale e renderlo più solido. Ma alla fine, dopo solo 2 mesi, nessuno lo vuole più davvero. In particolare, il dossier è stato definitivamente archiviato a Palazzo Marino, che controlla Atm al 100%, mentre dentro le stanze della Regione Lombardia, che insieme a Trenitalia controlla Trenord (ciascuno col 50%), si dice addirittura che la presentazione del progetto era più finalizzata alla comunicazione politica che alle reali necessità del territorio. Fatto sta che di documenti non ce ne sono, incontri tecnici non sono mai stati fatti e i vertici regionali e comunali oggi dichiarano che la fusione non ha nessuna concretezza. Secondo i dirigenti comunali, non si è andati avanti perché il progetto in realtà non garantirebbe nessun miglioramento al servizio pubblico milanese. Anche perché l'esperienza di una coabitazione tra due amministrazioni è già stata fatta, ed è quella di A2a, ritenuta poco efficiente o quantomeno troppo complicata da gestire. Quindi l'avventura della cogestione non è da ripetere nel settore dei trasporti. Inoltre c'è un chiaro motivo finanziario. Palazzo Marino, con il controllo totale di Atm, può liberamente continuare ad attingere extradividendi dalle riserve in caso di bisogno. E in questi anni il bisogno è stato sempre di una certa entità: nel 2009 l'azionista ha chiesto alla società 60 milioni, nel 2010 55 milioni, nel 2011 altri 55 (di cui circa 20 anticipati l'anno prima). Anche per il bilancio previsionale 2012 si parla di un prelievo da 20 milioni: meno degli anni passati, ma comunque sarà impossibile lasciare intatte le riserve. Lo scorso aprile era stata la stessa società a chiedere uno stop alle richieste comunali. Dopo anni di cedole garantite, il collegio sindacale ha redatto un documento chiedendo di non toccare le riserve, così da permettere all'Atm di investire. I conti comunali del prossimo anno saranno però probabilmente ancora più difficili di quelli di quest'anno, con un'ulteriore riduzione dei trasferimenti statali ed un inasprimento del patto di stabilità. Pertanto, nonostante le tasse già imposte (addizionale Irpef allo 0,2%) e quelle in attesa di essere introdotte (tra cui un aumento ulteriore dell'addizionale Irpef e della Tarsu e il ripristino dell'Ici), dividendi ed extradividendi saranno comunque necessari. Quindi anche nel 2012 Atm dovrà aprire il portafoglio e assicurare almeno 20 milioni al suo unico azionista. Il Comune di Milano, insomma, si tiene stretta la sua Atm, vera e propria cassaforte per un'amministrazione il cui bilancio è, col passare del tempo, sempre più in bilico. Per quanto riguarda il Pirellone, il progetto non ha mai avuto gambe. Se ne è parlato di tanto in tanto, ma oggi si dice che non esiste alcuno studio di fattibilità sulla convenienza. Inoltre, in questo momento, il principale obiettivo regionale è rendere più solida l'alleanza con Trenitalia per far decollare la società ferroviaria.

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