Contratti a rischio, tagli alle corse e anche alla manutenzione. Pendolari ammassati nei vagoni e lunghe attese in stazione "Dal 2012 rispetto a un'esigenza complessiva nazionale di due miliardi e cento milioni di euro, sono disponibili solo 400 milioni" I TAGLI di risorse per il 2012 superano l'ottanta per cento e i trasporti pubblici in Campania, dopo un anno segnato da riduzione delle corse, scioperi, chiusura di impianti e manutenzione al lumicino, rischiano ora il collasso. Fatti i conti, votato in giunta il bilancio della Regione, l'assessore ai trasporti Sergio Vetrella ha scritto al ministro delle infrastrutture e dello sviluppo economico Corrado Passera chiedendo un incontro urgente per esaminare la situazione in Campania ma anche, complessivamente, lo stato dei trasporti a livello nazionale. L'ex senatore Pdl denuncia «una situazione di emergenza che rischia a giorni di entrare in crisi con ripercussioni enormi non solo sul settore e sui fornitori, ma sull'intero sistema economico». Oltre alla mancata erogazione di una parte delle risorse del 2011 «dal prossimo anno - scrive Vetrella - rispetto a un'esigenza complessiva nazionale di circa due miliardi e cento milioni di euro, sono disponibili solo 400 milioni con l'impossibilità di pagare non solo i contratti con Trenitalia, ma anche di dover effettuare ulteriori significativi tagli oltre quelli già eseguiti fino ad ora». Tagli che in Campania, a partire dall'area napoletana, si sono tradotti nei mesi scorsi in drastiche riduzioni delle corse a partire da linee strategiche e superaffollate come Circumvesuviana, Cumana e Circumflegrea per finire ai collegamenti con i più piccoli Comuni delle aree interne, dall'Irpinia al Sannio. Una cronica crisi finanziaria delle aziende pubbliche che segna oggi un'esposizione con banche e fornitori di oltre cinquecento milioni di euro. «L'enorme urgenza - aggiunge l'assessore Vetrella nella lettera al ministro Corrado Passera - deriva sia dal fatto che per modificare il piano dei servizi dei trasporti sono necessari oltre due mesi e sia dalla circostanza che, rispetto ai contratti vigenti, la mancanza di copertura economica comporta un potenziale danno erariale da parte dei sottoscrittori dei contratti stessi che dovrebbero essere dichiarati nulli». Contratti a rischio, tagli alle corse e anche alla manutenzione. Pendolari ammassati nei vagoni e lunghe attese in stazione. Questa la fotografia degli ultimi mesi per i trasporti pubblici in Campania. «Le Regioni - spiega Vetrella - stanno lavorando intensamente per procedere in tutto il paese a una vera liberalizzazione del mercato del trasporto pubblico locale che, richiedendo però gare pluriennali per poter veramente incidere su un sistema ancora molto monopolizzato, comporta l'esigenza di una certezza delle risorse per almeno tre anni, cioè almeno fino al 2014». Dieci giorni fa la chiusura di un deposito di autobus pubblici a Napoli con il trasferimento di decine di dipendenti in provincia. Ora l'allarme al governo. E domani di crisi dei trasporti si discuterà alle 10.30 nella sede Uil del porto al varco Immacolatella. Con il segretario Anna Rea è annunciato anche il presidente della Regione Stefano Caldoro.