La Regione paga a Trenitalia 55 milioni di euro l'anno. Prima comprava un certo numero di chilometri, adesso di ore
PESCARA Se è vero che nulla è più prezioso del tempo, il suo fluire acquista ulteriore valore nell'ambito del sistema ferroviario nazionale. Il tragitto percorso da un treno, infatti, costa alla collettività fino a 13 euro al minuto. Considerando che, tra frenata, sosta e partenza, ogni fermata necessita in media di 4 minuti, uno stop in una stazione vale circa 20 mila euro l'anno. Il calcolo non è ozioso, in quanto il nuovo contratto di servizio sul trasporto ferroviario, siglato a livello nazionale, incide notevolmente sulle relazioni tra Regione Abruzzo e Trenitalia, prevedendo la trasformazione dei parametri di calcolo della spesa, da una modalità «a chilometro», a una nuova modalità «a tempo». In sostanza, se prima la Regione acquistava un certo numero di chilometri percorsi dai treni, oggi compra una certa quantità di ore (soste incluse). Lentezza, tempi morti e fermate superflue, dunque, rappresentano dei costi aggiuntivi, che gravano su un conto già salato, visto che, per acquistare l'attuale offerta del trasporto ferroviario, l'Abruzzo paga a Trenitalia cinquantacinque milioni di euro l'anno. Alcune realtà territoriali hanno saputo adeguarsi al nuovo scenario. In Toscana, ad esempio, è stato messo a punto un piano di razionalizzazione che, a parità del corrispettivo pagato a Trenitalia, ha consentito di ottenere più treni, grazie all'introduzione di «regionali» veloci e all'eliminazione delle fermate meno utilizzate. Per la Federconsumatori, la Regione Abruzzo non è stata in grado di intervenire con altrettanta lungimiranza. «Anche da noi la programmazione dei servizi dovrebbe essere svolta dagli uffici dell'assessorato ai Trasporti - accusa Tino Di Cicco, responsabile regionale mobilità dell'associazione dei consumatori -, in realtà il compito viene delegato a Trenitalia, che così facendo se la canta e se la suona». Le conseguenze, secondo Di Cicco, possono condurre a un duplice esito. «Più i treni sono lenti, più sarà alto il conto da pagare per la collettività - osserva l'esponente di Federconsumatori -; in alternativa, a parità di risorse, verrà ridotto il numero dei treni». Una tendenza che sembra confermata dalla freschissima soppressione di quattro corse, lungo le tratte Sulmona-Castel di Sangro e Castel di Sangro-Sulmona, che consentirà alla Regione di risparmiare circa 900 mila euro. Il taglio, per quanto doloroso, ha una sua logica: su quei vagoni viaggiavano appena 40 persone al giorno, ognuna delle quali costava ai contribuenti 22.500 euro. Una ragione in più per procedere a una ridefinizione degli orari. La lentezza non soltanto costa, ma finisce con il disincentivare l'utilizzo del treno. D'altronde, se negli anni Ottanta si impiegavano 3 ore e 17 minuti per percorrere la tratta Roma-Pescara, oggi occorrono 43 minuti in più. «Un viaggio estenuante, dai tempi irragionevoli, che colloca l'offerta ferroviaria fuori mercato - rimarca Di Cicco -; con qualche intervento mirato, invece, i tempi di percorrenza si potrebbero ridurre almeno del 10 per cento». La Federconsumatori abruzzese cita alcune fermate superflue, scarsamente utilizzate, come Tione e Fagnano, lungo il tragitto Sulmona-L'Aquila, Manoppello, sulla linea Roma-Pescara, e diverse stazioni intermedie tra Pescara e Teramo. L'assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra, non chiude la porta ai suggerimenti dell'associazione dei consumatori, ma sostiene che la vera partita si gioca su un altro tavolo: «Abbiamo a che fare con tagli governativi del 75 per cento, che condizionano ogni nostra possibile scelta; con il nuovo Governo ci sono spiragli per recuperare parte dei finanziamenti, ma finché non si chiarirà il quadro, è difficile fare i conti». L'assessore ha in agenda un incontro con la Commissione Trasporti e poi con il Governo. «Subito dopo aver acquisito informazioni certe sulle risorse a disposizione - assicura Morra - intendo convocare un tavolo tecnico permanente, aperto anche alle associazioni di categoria, alle quali guardo con il massimo interesse». Nel merito, però, il responsabile della mobilità per la giunta Chiodi rinvia le accuse al mittente: «Trenitalia ha interesse quanto noi a razionalizzare e a ridurre i tempi morti, perché con la drastica riduzione dei fondi a disposizione lo scenario è cambiato, e siamo tutti sulla stessa barca». Morra contesta i rilievi di Federconsumatori anche sul metodo. «Non è possibile parcellizzare il problema dei trasporti, che non si risolve sopprimendo qualche fermata - afferma l'assessore -, ogni aspetto va contestualizzato, sia sul piano delle risorse disponibili che a livello di interventi infrastrutturali». Rispetto all'annoso problema dei ritardi sulla tratta Pescara-Roma, la Regione sta provando a velocizzare il collegamento tra Sulmona e Guidonia, ricorrendo all'installazione dei controlli automatizzati degli incroci, che consentiranno di guadagnare circa 7 minuti. Qualche altro minuto verrà spuntato, entro il 2014, attraverso la creazione del terzo binario nel territorio laziale, e grazie all'accordo che consentirà ai passeggeri in arrivo dall'Abruzzo, una volta varcato il confine regionale, di saltare le fermate urbane e suburbane prima della capitale. «Tanti piccoli provvedimenti che, sommati, velocizzeranno i tempi di percorrenza e contribuiranno a farci risparmiare», garantisce Morra.