Iscriviti OnLine
 

Pescara, 08/04/2026
Visitatore n. 752.933



Data: 25/11/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Pensioni: «La riforma c'è, va accelerata» Fornero stringe i tempi su estensione del contributivo e anticipo di «quota 100»

Gli interventi: torna l'Ici e aumenta l'Iva Tagli a Irpef e Irap

ROMA. «Bisogna accelerare». Sembra che non lo ripetano mai abbastanza, i ministri del governo Monti. Che va di corsa, sempre di più. Un nuovo consiglio dei ministri è stato convocato per oggi alle ore 9.30. All'ordine del giorno l'approvazione di quattro disegni di legge di ratifica di atti internazionali e l'esame di tre decreti presidenziali relativi all'Agenzia nazionale per l'amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Ordinaria amministrazione, per ora, ma le novità più grosse - le misure per arrivare al pareggio di bilancio - sono già in piena fase di elaborazione.
Addirittura, così assicura il ministro al Lavoro Elsa Fornero, «la riforma delle pensioni è già stata largamente fatta». Ma, ha aggiunto parlando all'assemblea della Cna, «necessita di tempi più accelerati». Bisogna accelerare, dunque, anche sulle pensioni, lavorando però su quanto è già stato fatto. E allora le misure sembrerebbero abbastanza definite. La novità più importante riguarda l'estensione del contributivo pro rata per tutti (quindi dal 2012 anche per coloro che avevano più di 18 anni di contributi nel 1995 e che erano stati «salvati» dalla riforma Dini mantenendo il più generoso sistema retributivo). È però sull'anzianità che si stanno concentrando i calcoli dei tecnici: si pensa a una fascia flessibile di uscita dal lavoro uguale per tutti tra i 63 e i 70 anni con penalizzazioni per chi esce prima e vantaggi per chi va in pensione più tardi. Ma resta in piedi l'ipotesi - più semplice da attuare e con ricadute più certe da quantificare - di puntare al raggiungimento di quota 100 tra età anagrafica e contributi già nel 2015 (comprendendo nella stretta anche chi ha 40 anni di contributi che adesso può uscire a qualsiasi età) aumentando l'attuale quota 96 di un anno a partire già dal 2012 e non solo nel 2013. La quota 100 con 64 anni di età minima, secondo alcuni studi, potrebbe portare risparmi per due miliardi tra il 2013 e il 2015 per poi assestarsi su 1,7-1,8 miliardi l'anno una volta a regime. Probabile, infine, che si lavori anche sulle aliquote contributive in modo da eliminare le disparità esistenti nel settore previdenziale.
Accelerare sulle pensioni, ma non solo. Il conto alla rovescia è ormai iniziato perché le «misure impressionanti» - così le ha definite la cancelliera tedesca Angela Merkel - dovranno essere pronte prima del 9 dicembre, quando l'intero pacchetto di interventi sarà presentato al vertice europeo. Già oggi al commissario Ue agli affari economici Olli Rehn, che sarà a Roma per incontrare Monti, Fornero, il ministro allo Sviluppo Passera e il direttore generale della Banca d'Italia Fabrizio Saccomanni, saranno anticipati alcuni punti.
La manovra da 15 miliardi (delega fiscale esclusa) si basa su due interventi: il ritorno dell'Ici e l'aumento dell'Iva. L'Ici sarà inglobata nella nuova Imu (l'imposta municipale unica introdotta dalla legge sul federalismo municipale) anticipata al 2012. Potrebbe essere progressiva (legata ai redditi o al numero delle case di proprietà) e quasi sicuramente sarà accompagnata da una rivalutazione consistente delle rendite catastali. Nel complesso, il gettito garantito sarebbe di circa 8 miliardi. Alla stessa cifra si arriverebbe anche aumentando di due punti percentuali l'Iva (dal 21% al 23%), ma almeno una parte di questo extra-gettito dovrebbe essere utilizzato per allentare la pressione fiscale sulle buste paga di dipendenti e pensionati (riducendo l'Irpef) e sui bilanci delle aziende (tagliando l'Irap).

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it