Ma il Pd non ci crede e interroga l'ufficio Bilancio. L'Idv: mobilità passiva fuori controllo
PESCARA. «La storia dei 255 milioni per la sanità mi ricorda quella dei Fas che non sarebbero più arrivati in Abruzzo. Poi è successo che oggi siamo l'unica Regione ad averli ottenuti». Il governatore-commissario, Gianni Chiodi, quasi trasecola nel sentir parlare di «fondi fantasma» che dovrebbero contribuire a modernizzare l'assistenza sanitaria di base, accorciare liste d'attesa per test clinici e ambulatoriali, migliorare servizi ospedalieri e lenire così il fortissimo disagio di tanti abruzzesi che s'imbattono ogni giorno nelle decine di casi di malasanità che riempiono le cronache regionali. Il tutto mentre si confermano molto allarmanti i dati della cosiddetta «mobilità passiva», che certificano i milioni di euro spesi per andarsi a curare fuori regione. Di fronte a tanto scetticismo, Chiodi si chiede se non sia l'unico, in tutta la regione, a capire qualcosa di bilanci e risorse assegnate dallo Stato. «I 255 milioni ci sono», ripete il commissario alla sanità dopo che, da più parti, vengono sollevati dubbi incresciosi sull'esistenza delle risorse da destinare agli investimenti. «I soldi ci sono», spiega, «ma ancora devono essere erogati».
Non è in discussione l'accordo del 3 agosto con i sindacati? È pronto il piano su come spendere i fondi?
«Come saranno impegnate queste risorse è scritto negli atti aziendali delle Asl. Chiaro che nulla è compromesso», afferma il governatore che chiude così il capitolo dei 255 milioni rinviando ai prossimi giorni un chiarimento che si spera definitivo.
IL PD
NON CI STA. Questione che, a giudizio del Pd, è invece già scritta nei documenti contabili. «I soldi ci sono ma li hanno spesi», osserva Giovanni D'Amico, vicepresidente del Consiglio regionale, ex assessore al Bilancio della giunta Del Turco, «perché si tratta di fondi che compensano costi sostenuti dalle Asl a cavallo degli anni 2006-2009». D'Amico ritiene di svelare così l'arcano: «Negli anni del piano di risanamento, lo Stato si è riservato di erogare il saldo (5%) dei fondi alla Regione soltanto in caso di avvenuto pareggio di bilancio. Un sostanziale pareggio è stato ottenuto nel 2010, dopodiché i fondi sono stati erogati, quindi spesi. Si tratta di una compensazione finanziaria, ecco perché non esistono risorse aggiuntive per 255 milioni. Nell'agosto scorso, quando è stato siglato l'accordo con i sindacati, si riteneva invece che quei fondi fossero un di più a disposizione dell'Abruzzo, ma poi si è scoperto che così non è, come risulta dalla normativa sanitaria, dal piano di risanamento e da tutti i verbali del Tavolo di monitoraggio. In ogni caso», rileva D'Amico, «Chiodi ha un solo modo per dimostrare che ci sbagliamo: presenti nei prossimi giorni un piano di investimenti per 255 milioni e tutto sarà risolto».
Il Pd farà di più. «Chiederemo all'ufficio Bilancio della Regione Abruzzo, unico soggetto in grado di chiarire i dubbi», avverte il capogruppo regionale del Pd, Camillo D'Alessandro, «di certificare la disponibilità dei 255 milioni per la Medicina territoriale e di stabilire se tale somma sia stata impegnata, così come noi temiamo. E' da agosto che denunciamo il rischio del "gioco delle tre carte"». L'accordo di agosto firmato dal governatore, dalla sub commissario Giovanna Baraldi e dalle parti sociali prevedeva che, entro il 30 settembre, ogni Asl avrebbe dovuto predisporre atti aziendali per spendere queste risorse.
MOBILITA' PASSIVA. E se il Pd invoca chiarezza sul piano degli investimenti, per il capogruppo dell'Idv, Carlo Costantini, «Chiodi parla di pagliuzze, per non parlare della trave che ha messo nell'occhio degli abruzzesi». Per Costantini, la «trave» è il dato della mobilità passiva, «di gran lunga la peggiore d'Italia perché, in rapporto alla popolazione, l'Abruzzo è la Regione che sta messa peggio di tutte, con un danno doppio ai cittadini e alla economia regionale. Ai cittadini, perché sono costretti a emigrare per trovare risposte ai loro bisogni di salute. All'economia regionale, perché i 94 miliardi di fatturato, secondo i dati ufficiali del Piano operativo 2011-2012, pagati con il sacrificio dei cittadini e delle imprese abruzzesi, che regaleremo anche nel 2012 ad altre regioni, equivalgono ad almeno duemila posti di lavoro sottratti soprattutto ai giovani e alle donne abruzzesi». Per Costantini, tra l'altro, non vi è traccia di questo dato nella comunicazione istituzionale della Regione.
CONFRONTO SINDACALE. A invocare misure urgenti per sollevare la qualità dei servizi è anche la Cisl. «La sanità territoriale», annota Vincenzo Traniello, «è la cenerentola di questa fase e le risorse vanno ricercate nei bilanci delle Asl. Le dichiarazioni rilasciate dal commissario alla sanità in merito alla realizzazione di investimenti con l'utilizzo dei 255 milioni di euro sbloccati dal governo, vanno nella giusta direzione. Ma la sanità territoriale sarà un obiettivo credibile soltanto se gli atti aziendali delle Asl abruzzesi, in corso di approvazione, conterranno un crono programma di impegni e scadenze per realizzarla». In quest'ottica, la riunione prevista per il prossimo 7 dicembre, con tutti i direttori delle Asl e la sub-commissario Baraldi, sarà fondamentale. La Cisl chiede inoltre all'Aiop di intervenire sui propri associati per ritirare i ricorsi contro i tetti di spesa della sanità convenzionata. La buona notizia è che anche quest'anno si chiuderà in pareggio, forse in leggero attivo. «Ma è necessario», chiosa Traniello, «ricordare che per raggiungere questo obiettivo cittadini e imprese abruzzesi hanno pagato 140 milioni sobbarcandosi la tassazione aggiuntiva su Irpef e Irap».