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Data: 25/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
L'ira di Berlusconi sulle misure: discusse all'estero e non con noi. Incontro con i fedelissimi: faremo le pulci a tutti i provvedimenti

Alfano: primarie per la premiership, il partito cambierà nome

ROMA - Silvio Berlusconi è irritato per le dichiarazioni rilasciate dal presidente francese, Nicolas Sarkozy e dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. Aveva nella memoria i loro sguardi ironici, durante una conferenza stampa di Bruxelles e Cannes. All'improvviso sono tornati i vecchi fantasmi. Non ha digerito quelle parole cariche di elogi che hanno avuto nei confronti del premier, Mario Monti. Quando ha visto i due leader manifestare «fiducia all'Italia di Monti», la pressione sanguinea del Cavaliere è andata alle stelle. Con i fedelissimi, Berlusconi ha ribattezzato la Merkel con il nomignolo di «Merkozy».
In una parola, l'ex premier è rimasto stupito (qualcuno, più banalmente, dice che è rimasto male) quando i due leader hanno manifestato, in modo molto caloroso, il sostegno alle misure che l'Italia assumerà. Ma per il Cavaliere quel programma di impegni era già stato preso da lui e convalidato dagli stessi Sarkozy e Merkel. E' naturale che siamo ancora nella luna di miele, avrebbe esclamato Berlusconi, ma quei provvedimenti avevano già ricevuto l'imprimatur europeo. Dunque non ci doveva essere sorpresa né elogio dai partner franco-tedeschi. Ieri, rientrato a palazzo Grazioli, Berlusconi ha ricevuto ministri e diversi esponenti del Pdl i quali si sono lamentati di un altro fatto: ovvero, che Monti avrebbe dovuto discutere prima in Parlamento e poi in Europa le misure che intende adottare. L'ex premier avrebbe dato loro ragione, senza nominare Monti. Con il quale, evidentemente, intende avere un buon rapporto. Ma con i fedelissimi vuole intensificare l'osservazione sull'attuazione del programma annunciato dal professore: attenzione ai provvedimenti che l'esecutivo può fare o non può fare. Inoltre, avrebbe affidato ad ogni ex ministro il compito di spulciare i testi e fornire indicazioni ai gruppi parlamentari per aggiungere eventualmente emendamenti ai provvedimenti. Non sarà un governo ombra, questo il Cavaliere lo ha escluso, ma un test costante sulle cose da fare.
Intanto Angelino Alfano detta l'agenda ed il timing del nuovo del partito: si faranno le primarie a tutti i livelli, compresa la premiership, il congresso nazionale si terrà a primavera, quando il Pdl dovrà anche cambiare nome. L'obiettivo finale, secondo il segretario, resta la casa dei moderati italiani. Anche Alfano avverte Monti: «E' un governo di tregua». Che serve a far transitare il Paese verso le elezioni.

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