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Pescara, 08/04/2026
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Data: 25/11/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Lettere al Direttore - L'aria malefica di Pescara

Caro direttore, ho 21 anni e sono un cittadino pescarese. Scrivo per denunciare la situazione catastrofica che affligge sempre più una cosa che accomuna tutti. Una cosa indispensabile: l'aria. L'aria di Pescara è aria pessima, avvelenata. Ormai dire che è inquinata risulta riduttivo. Ogni giorno le centinaia di migliaia di persone che affollano il capoluogo adriatico respirano qualcosa che toglie letteralmente loro la salute, e questa non è un esagerazione. Il mio è un grido d allarme, e non è certamente l unico: i dati pubblicati giornalmente dall Agenzia Regionale per la Tutela dell Ambiente (ARTA) sono agghiaccianti: in città quanto lungo le direttrici che la collegano alla periferia dell area metropolitana i limiti di legge per la presenza di agenti inquinanti vengono superati quasi quotidianamente. In particolare a fare paura è l inquinamento da polveri sottili, le famigerate Pm10. I limiti di legge per la loro presenza nell aria sono stati superati, nel solo 2011: 56 giorni, in via Sacco. 55 giorni, in viale Bovio. 30 giorni, in piazza Grue. 17 giorni, in via Firenze. 6 giorni di fronte al Teatro D Annunzio. 24 giorni a Montesilvano. 119 giorni nella periferia spoltorese dell area metropolitana. 16 giorni a Città Sant Angelo. Questi dati non sono numeri astratti. Significano che una persona che passeggi per viale Bovio ha respirato aria talmente inquinata da essere illegale un giorno su sei, che i ragazzi del Liceo D Annunzio e i bambini della scuola media Tinozzi almeno una volta ogni due settimane fanno una bella boccata di aria avvelenata, che un pendolare dello spoltorese un giorno su tre attraversa una camera a gas a cielo aperto.
Non provo certamente soddisfazione nell essere così diretto, ma la verità è persino più amara: numerosi articoli di questo stesso quotidiano hanno riportato appelli disperati di medici e pediatri che avvertivano che a causa del crescente smog stanno aumentando a dismisura le malattie infantili dell apparato respiratorio e che stiamo raggiungendo livelli di inquinamento atmosferico pericolosissimi per la salute. La verità più amara, tuttavia, è un altra ancora: che di fronte a questi allarmi nessuno fa niente. Da dove crediamo che venga tutto questo smog che sta intasando i nostri polmoni? Viene dalle auto che guidiamo ogni giorno per tragitti troppo spesso assolutamente superflui. Viene dalle moto di grossa taglia che rombano dietro il semaforo rosso. Viene da quei Suv esagerati che cercano parcheggio invano nelle strette vie del centro. Viene dall automobile di chi scrive e da quella di chi legge. E, per una strana ironia del destino, lo stesso smog ritorna come un boomerang nei polmoni di chi lo ha prodotto. Ma anche di chi è in un passeggino, e di tutti gli altri.
La colpa non è solo della nostra Giunta Comunale, che non può o non vuole salvare dal cemento le ultime aree alberate della città, e che non può o non vuole attuare misure antismog e di pedonalizzazione degne di questo nome. La colpa, prima che di altri, è nostra. E nostre saranno le conseguenze atroci, se non poniamo rimedio: cominciamo ad usare i mezzi pubblici per gli spostamenti di routine (ad esempio per andare al lavoro, come si fa in tutto il resto d Europa), e magari nella bella stagione la bicicletta. Cominciamo a renderci conto che, per gli spostamenti su distanze medio-brevi, si può andare a piedi. La macchina non è indispensabile. Cominciamo ad usare il cervello prima delle ruote, o non potremo più usare i polmoni.
Edoardo Di Paolo Pescara

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