L'esponente di Rifondazione: no al cumulo con quello parlamentare
PESCARA. «Vi sembra normale che se una persona ha ricoperto la carica di consigliere regionale e quella di parlamentare percepisca entrambi i vitalizi? A me no. Per questo ho presentato un progetto di legge che interviene su un fenomeno che ha giustamente suscitato diffusa indignazione: il doppio vitalizio». A parlare è Maurizio Acerbo, consigliere regionale di Rifondazione comunista che ha presentato una proposta di legge di aborgazione del doppio vitalizio e che è anche il «padre» della proposta di legge che, approvata in ottobre, ha portato la Regione Abruzzo ad abolire i vitalizi dei consiglieri regionali a partire dalla prossima legislatura.
«La mia proposta di legge», spiega il consigliere di Rifondazione, «»cancella una situazione insostenibile sul piano etico ed economico relativa alla possibilità di cumulare il vitalizio di ex-consigliere regionale con quelli relativi ad altre cariche pubbliche».
«Insomma», aggiunge Acerbo, «se un ex-consigliere regionale matura il vitalizio anche in qualità di parlamentare non percepirà più entrambi i trattamenti come accade attualmente.
Con il mio progetto di legge si interviene sulla materia, con integrazione alla legge regionale numero 40 del 2010, prevedendo il divieto di cumulo dell assegno vitalizio con altro analogo trattamento spettante per cariche elettive. Anche chi ritenga giusto l'istituto del vitalizio per i parlamentari e i consiglieri regionali dovrà convenire che difficilmente si può giustificarne la sommatoria. Infatti secondo l'autorevole opinione della stessa associazione ex- parlamentari, l'indennità e il vitalizio, strettamente connessi nella loro funzione di garanzia della libertà di deliberare sarebbero conseguenza diretta del dettato costituzionale, come previsto dagli articoli 67 e 69. Il vitalizio», conclude l'esponente di Rifondazione, «non è una pensione, ma un'assicurazione rivolta a garantire anche nel futuro l'indipendenza del parlamentare cessato dal mandato ed è fondata su un principio di mutualità e quindi con il concorso di contribuzioni solidali».