Le parole del ministro del Lavoro Elsa Fornero, e le sue affermazioni sulla condizione del lavoro, "ci fanno sperare che gli ulteriori interventi sulla previdenza, di cui tanto si parla, non saranno orientati né a fare cassa, né ad appesantire ulteriormente la situazione delle lavoratrici e dei lavoratori, che scontano la crisi e sono gli unici pagatori delle manovre fin qui effettuate". A dirlo è il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica, commentando le parole del neo ministro.
La dirigente sindacale rileva come "da tempo sosteniamo che il sistema e' in assoluto equilibrio, che nel rapporto con gli altri paesi europei siamo in pari, se non più avanti, sia sulla sostenibilità di lungo periodo che sull'età pensionabile".
"Il vero tema da aprire - sottolinea - riguarda i giovani, le donne e tutti coloro che, per effetto della precarizzazione del mercato del lavoro, hanno carriere contributive talmente discontinue e povere da prefigurare un futuro pensionistico inaccettabile per i forti costi sociali che comporterebbe".
C'è poi una emergenza che riguarda "gli ultracinquantacinquenni che, per effetto della crisi, vengono espulsi dal lavoro e, come sta accadendo per i lavoratori in mobilita', si ritrovano senza lavoro e senza alcun altro reddito".
La dirigente di Corso d'Italia punta il dito contro le associazioni di impresa che "reclamano, subito, interventi secchi sulle pensioni: dovrebbero ricordare che non è possibile chiedere sempre che a pagare siano i più deboli e, soprattutto, che non e' credibile usare giovani e donne come argomento finalizzato a chiedere solo interventi sul costo del lavoro".
Infine, la Cgil rinnova al ministro "la piena disponibilità a discutere su come si possa meglio raccordare la realtà del mercato del lavoro con quella della previdenza per rispondere all'esigenza di ridare alle nuove generazioni ed alle donne la prospettiva di una pensione almeno dignitosa