PESCARA. «La prua ad Est» dice Pierluigi Francini. E non c'è occasione migliore del sessantenario di Confindustria per ribadire che Pescara guarda alla nuova Europa per il rilancio della sua economia, del suo territorio. Il tema è quello delle infrastrutture e della logistica. E quando il presidente dell'Unione industriali della provincia interviene nella sala affollatissima dell'Auditorium Petruzzi, il vice presidente nazionale di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha appena finito di ribadire gli stessi concetti ai cronisti: «Parliamo di logistica in una città che è snodo importante per il Paese, e le infrastrutture danno competitività». Il braccio destro di Montezemolo fa subito due conti: «L'assenza di infrastrutture adeguate in Italia è stata quantificata in una perdita che oscilla tra gli ottomila e i novemila miliardi l'anno». Anche il Mezzogiorno «è una piattaforma nazionale, ma occorre fare investimenti importanti: i porti, gli interporti». Le grandi infrastrutture, appunto. E bisogna impegnarsi per il raggiungimento di questo obiettivo, dice ancora il numero due di Confindustria, «passando dal dire al fare, superando la fase delle semplici enunciazioni». Quanto alla strada imboccata dal governo Prodi nei suoi primi sei mesi di vita, il commento della rappresentante degli industriali è cauto: «Con la Finanziaria sono stati stanziati 6mila miliardi per le infrastrutture, ma parte di questi soldi vengono dal Tfr. Non bastano, ce ne vogliono molti di più. E bisogna soprattutto offrire maggiori certezze sulla realizzazione delle opere, superando le conflittualità dei territori, ma anche accorciando i tempi degli interventi. Altrimenti si scoraggiano gli investimenti privati».
Il tema dell'incontro scelto per festeggiare i 60 anni dell'associazione degli industriali: Pescara, infrastrutture e logistica al centro dell'Adriatico, arriva in una fase di grande rilancio dei collegamenti nazionali e internazionali. La Saga ha appena incassato la gestione dell'aeroporto per i prossimi 30 anni. Il porto ha le nuove banchine, anche se dei 400mila euro di finanziamenti regionali previsti per far decollare il piano regolatore portuale «non c'è ancora traccia», come sottolina il responsabile della stazione marittima Bruno Santori. E il milione di euro in bilancio per il dragaggio dei fondali rischia di prendere altre strade in assenza di certezze su dove smaltire il materiale di scavo.
Federica Chiavaroli, presidente della sezione Giovani industriali di Pescara invita a guardare avanti nel giorno del sessantenario di Confindustria: «Oggi celebriamo il passato, ma l'impegno dev'essere quello di proiettare il nostro territorio verso il futuro: facciamolo subito, anche con un piccolo segno ma tangibile». Il sindaco Luciano D'Alfonso ricorda cosa accadde negli anni settanta: «Era il tempo in cui i territori si dotavano di infrastrutture. Alcune arrivarono dopo 15 anni. Oggi è il momento di metterle a sistema, di modularle secondo le nuove esigenze. La nostra» aggiunge il sindaco «è una realtà baciata dalla natura, che coniuga con la sua posizione la vecchia e la nuova Europa. Ma per realizzare le infrastrutture ci vuole l'attenzione della classe dirigente».
Attenzione ai territori e alle loro «specificità», sottolinea il presidente della Provincia Pino De Dominicis, il quale ricorda che nella classifica delle 136 città capoluogo Pescara è al 20º posto in Italia in rapporto alle infrastrutture. Dunque, lontana dal profondo Sud e vicina all'opulento Nord. Il problema per De Dominicis è un altro. E cioè che nella ripartizione dei fondi regionali «è un errore affidarsi al criterio della densità e dell'estensione dei territori, che hanno fatto piovere 35 milioni di euro di fondi Cipe sull'Aquilano e meno della metà, 15 milioni, su quello di Pescara, dove insistono le maggiori infrastrutture della regione».
Altri contributi al dibattito sono venuti dal direttore generale della Caripe Dario Mancini, dal presidente regionale dell'Unione industriali, Riccardo Marollo, da Anna Bergami, presidente della onlus Città dei Ragazzi "Vittoria", il progetto di Alanno.