Levata di scudi contro la decisione di Trenitalia - esternata in un vertice a Bari con l'assessore regionale ai Trasporti, Guglielmo Minervini - di ridurre da 3 a 2 le coppie di treni da Taranto per il Centro-Nord. «Il potenziamento della linea adriatica e il miglioramento del servizio attraverso le Freccebianche da Bari e Lecce penalizzano il servizio in partenza da Taranto» dichiara Gianni Florido, presidente della Provincia. «Da parte nostra dice Florido - confermiamo la piattaforma di richieste già effettuate a Trenitalia e cioè: 1) Reintegro notturno del Reggio-Taranto-Milano; 2) Ripristino Catanzaro-Torino (via Taranto); 3) Ripristino tutti i giorni dell'e s p re s s o Lecce-Brindisi-Taranto-Roma; 4) Conferma dell'Eurostar city Taranto-Milano delle 6; 5) Conferma dell'Intercity Crotone-Taranto-Milano delle 9,41; 6) In mancanza di treni diretti, far partire da Taranto 2 o 3 vetture che, arrivate a Bari, vengano aggiunte ai treni della dorsale adriatica. La trattativa sulle nostre richieste non è certamente chiusa. Continueremo a mantenere ferme le nostre posizioni fino a quando non avremo risposte certe e concrete, altrimenti interesseremo il ministro Passera per chiedere un tavolo per la risoluzione dei problemi da noi evidenziati». «Tagli irricevibili» dichiara Ludovico Vico, deputato Pd, rivolgendosi a Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie. La lista delle mortificazioni subite da Taranto riassume Vico - iniziano dal 2007 con le soppressioni dell'Intercity per Reggio Calabria e dell'Eurostar Etr 500 per Milano. Poi seguono i tagli consistenti del 2009-2010 con la scomparsa dell'Eurostar Taranto-Milano, dell'Espresso Taranto-Torino, dell'E u ro s t a r Etr 450 declassato ad Intercity del Taranto- Potenza-Roma e la scomparsa della prima classe e dei posti letto. La penultima beffa: la decurtazione delle giornate di servizio per l'Espresso che in partenza da Lecce fa tappa a Taranto in direzione Roma, per arrivare all'ultima, relativa al prossimo orario ferroviario, che prevede la soppressione delle coppie di treni diurni Taranto-Battipaglia-Roma e dei notturni Taranto-Roma e Reggio Calabria-Taranto-Roma-Milano. Il tutto si può riassumere così: declassamento della stazione di Taranto a servizi regionali. Al Governo in carica chiedo - afferma Vico - a cosa siano serviti i soldi pubblici spesi per il raddoppio della linea ferroviaria Taranto-Bari? Sono certo - conclude Vico - che si determinerà un ampio ed unitario schieramento tra le istituzioni locali, regionali, con le associazioni dell'impresa, del lavoro e dei consumatori per ridiscutere con Trenitalia e il Governo gli ingiustificabili tagli al trasporto ferroviario della città e della provincia di Taranto».