«NON sempre, dai documenti esaminati, si evincono chiaramente le misurazioni e le quantificazioni degli impatti economici-finanziari della fusione AtcFer. Questi aspetti devono essere più coerentemente espressi all'interno del piano industriale, al fine di consentire una migliore valutazione delle condizioni di sostenibilità finanziaria». Così scrivono i consulenti della Tüv Italia, Gianrocco Di Bussolo e Domenico Romaniello, chiamati dalla Provincia a esaminare il business plan del colosso che dovrebbe nascere dalla fusione Atc- Fer. Un'analisi che pur dando via libera a «un piano industriale che appare sostanzialmente valido», mette tuttavia in luce alcune "criticità" legate soprattutto alla diminuzione dei fondi regionali, che potrebbe esporre la nuova società a fabbisogni finanziari tra i 10 e i 50 milioni nel 2014. Il giudizio è scritto nero su bianco sul documento commissionato da Palazzo Malvezzi a una società esterna, la Tüv Italia appunto, per analizzare il piano industriale della fusione Atc-Fer, difesa ieri in commissione consiliare dall'assessore regionale Alfredo Peri. Una unione, quella tra l'azienda dei trasporti bolognese e Ferrovie Emilia Romagna, che oltre a rappresentare «il cuore del progetto di creazione di un unico soggetto che gestisca il trasporto su ferro e su gomma a livello regionale», è anche alla base del People Mover. Inizialmente infatti la navetta aeroportostazione doveva essere gestita da Marconi Express, una società al 100% di Atc (di cui il Comune è socio di maggioranza al 60%). Una condizione che avrebbe fatto ricadere solo su Palazzo d'Accursio il rischio di impresa legato a eventuali problemi finanziari della monorotaia. Durante il mandato commissariale, Anna Maria Cancellieri aveva visto proprio nella fusione dell'azienda di via Saliceto con Fer un modo per ridurre il rischio per le casse comunali. Con la fusione infatti, la presenza di Atc dentro Marconi Express si riduce al 50%, dimezzando così anche il peso azionario del Comune. Oggi, la giunta Merola sta cercando di diluire ancora di più la presenza di Atc dentro Marconi Express, abbassandola sotto quota 25% con l'ingresso di Sab e privati. Ma i consulenti della Provincia avanzano perplessità anche sulla fusione con Fer. Tre, in particolare,i punti contestati dai consulenti di Palazzo Malvezzi: «Il piano economico post fusione - scrivono Di Bussolo e Romaniello nella relazione di oltre venti cartelle non appare quantificare concretamente i benefici potenziali in termini di ricavi derivanti dallo sviluppo dell'intermodalità; non vengono misurate l'entità degli investimenti necessari per integrare l'offerta dei servizi automobilistico e ferroviario; infine, non vengono stimate eventuali riduzioni future dei contributi». In particolare, è la simulazione dei consulenti, «se i contributi pubblici regionali dovessero ridursi del 20% per gli anni 2012, 2013 e 2014, la Newco dovrebbe fronteggiare un fabbisogno finanziario da coprire nel 2014 superiore ai 10 milioni di euro». Cifra che «salirebbe a 50 milioni se la riduzione dei fondi regionali fosse del 40%». Ecco perché, è la conclusione, «andrebbero verificate le condizioni necessarie alla crescita dei ricavi per controbilanciare l'erosione conseguente alla probabile riduzione dei contributi pubblici»