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Data: 26/11/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Monti: riforme con l'ok delle parti sociali. In arrivo patrimoniale "light", Ici e aumento dell'Iva, ma anche un taglio all'Irap

ROMA. Dal vertice di Strasburgo Mario Monti è tornato con «il pieno sostegno all'Italia» da parte di Francia e Germania ma con la consapevolezza che «i compiti devono essere fatti bene e presto». Nel secondo Consiglio dei Ministri si è così discusso soprattutto di come accelerare il varo dei primi provvedimenti. Nella nota del governo si legge che «la definizione del pacchetto delle misure da adottare avverrà nel più breve tempo possibile». Gli interventi restano sfumati, anche se la stretta fiscale sugli immobili sembra ormai certa e Monti ieri ne ha parlato con i suoi ministri che restano fedeli alla consegna del silenzio assoluto. «Presenteremo le misure quando saremo sicuri, quando saremo pronti perché non si possono fare annunci e poi tornare indietro», ha detto il ministro dell'Ambiente Clini uscendo da Palazzo Chigi. Correggendo poi i cronisti sul termine "sacrificio": «Termine poco appropriato, ci dobbiamo invece attendere più efficienza nella gestione delle risorse pubbliche».
"Equità" è invece la parola che piace di più al nuovo governo che, come si legge nella nota diffusa dopo il Consiglio dei ministri intende accompagnare i «significativi progressi compiuti in materia di consolidamento fiscale, con misure d'impulso alla crescita da attuare in tempi rapidi». Il consenso delle parti sociali è uno degli obiettivi principali del premier, come ha ribadito anche ieri con i partner europei, illustrando «un programma di riforme strutturali, equo ma incisivo». Un nuovo ritocco all'Iva, la reintroduzione dell'Ici e una patrimoniale "leggera" gli interventi individuati che troverebbero posto già nel decreto che dovrebbe vedere la luce la prossima settimana. Ieri Monti dopo la riunione di governo è stato a colloquio con il ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, per una ricognizione aggiornata dello stato della finanza pubblica. Secondo le stime, la correzione di bilancio necessaria a tamponare il taglio degli obiettivi di crescita per il prossimo biennio si aggira intorno ai 15 miliardi di euro, da reperire con la stretta fiscale. La cosiddetta «super Imu» sarà più leggera della vecchia Ici ma a pesare sui contribuenti sarà la rivalutazione delle rendite catastali degli immobili. Due punti di aumento dell'Iva varrebbero circa 8,4 miliardi ma il governo sta valutando se applicare una misura di questa portata per i suoi riflessi negativi sui consumi. Dal pacchetto per la crescita, al quale sta lavorando il ministro dello Sviluppo Passera, arriverebbero invece piccoli ribassi dell'Irap sul lavoro e un primo sblocco dei pagamenti alle imprese della pubblica amministrazione. Da Palazzo Chigi filtra poco sul mercato del lavoro e pensioni e sembra che su questi capitoli più delicati delle riforme, il governo voglia intervenire in un secondo momento. La Confindustria chiede di attuare il piano illustrato in Parlamento e in Europa il prima possibile mentre dai sindacati la Cisl condiziona le aperture al dialogo sulle correzioni del sistema pensionistico ad interventi redistributivi e di armonizzazione dei diversi regimi.

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