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Pescara, 08/04/2026
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Data: 26/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Natale caldo per la politica i poli rischiano di spaccarsi. Tensioni all'Aquila, Pd verso la scissione a San Salvo

PESCARA - Sarà un Natale assai caldo per la politica abruzzese: le elezioni non sono lontane e le candidature a sindaco, nei Comuni più importanti tra quelli chiamati al voto in primavera, sono ancora di là da venire. E le tensioni nei poli sono tali da rischiare addirittura di produrre fratture.
Pensate a San Salvo: a fronte di un centrodestra orientato sulla Magnacca c'è un centrosinistra che definire in ebollizione è dir poco. I contorcimenti del Pd hanno affossato l'amministrazione Marchese, e adesso i fedelissimi del sindaco defenestrato minacciano la secessione democrat, e non è minaccia campata in aria. Il Pd ufficialmente rispolvera il glorioso vessillo dell'antico Mariotti, ma i paladini di Marchese non ci pensano proprio e lavorano su un candidato alternativo, e potrebbero trovare su questa linea il consenso del resto del centrosinistra ed anche dell'Udc. Roba forte, con un Pd scoppiato e spiazzato.
Ma è evidente come la partita più importante sia quella che si gioca all'Aquila, dove la posta sono la tenuta stessa dei due poli antagonisti e le prospettive future di alleanze, ad esempio alle regionali, con il terzo polo nelle vesti di giocatore decisivo per le sorti delle competizioni elettorali. Il centrosinistra ritrova Cialente dopo un lungo alternarsi di andate e ritorni violenti, ma l'attuale sindaco non scalda Idv e Sel, alleati pesanti del Pd. Il cammino verso le primarie potrebbe riservare colpi di scena e a quel punto tornerebbe in ballo Lolli, che si è fatto da parte dopo la decisione dell'attuale primo cittadino di ritornare in campo. Con Lolli, apparentemente, il centrosinistra si ritroverebbe unito con minori tensioni, e la stessa Udc potrebbe fare un pensierino su un'alleanza nel nome dell'ex sottosegretario, magari al ballottaggio. Udc e terzo polo che, al momento, controllano anche le convulsioni del centrodestra, dove De Matteis, unico candidato che sarà sicuramente in gara quali che saranno gli schieramenti, resta una pillola che Giuliante con chiarezza e Piccone con cautela non riescono a mandare giù. Per dipanare la matassa del centrodestra forse dovrà spendersi lo stesso Chiodi, e chissà se l'angelo custode Letta lo assisterà ancora dopo l'uscita dal Governo. Per il governatore, un test di credibilità.
A Spoltore e Ortona il centrosinistra sembra aver trovato la sua strada, confortato dal successo riscosso dalle primarie nella città frentana, mentre il centrodestra stenta. Ad Avezzano cresce l'idea di un rassemblement terzo polo-centrosinistra per provare ad opporsi a un centrodestra forte, e forse è proprio qui, nella terra di De Laurentiis, che l'alleanza futura alle regionali che potrebbe vederlo leader scalderà i muscoli.
Montesilvano, infine. Nella città che non trova pace, nella città dalle amministrazioni comunali che si infrangono perennemente sugli scogli delle inchieste giudiziarie, il centrodestra sembra difendere le chances di Cordoma e il Pd rimasto senza novità si aggrappa a nomi del passato proponendo D'Annunzio e Fidanza per le primarie a competere con Di Mattia. In realtà è battaglia feroce all'interno dei poli e sono tutti contro tutti.
Sarà un Natale caldo, cattivo: altro che «Te piace 'o presepe?», altro che casa Cupiello. Qui si combatte senza esclusione di colpi, c'è in ballo la sopravvivenza politica, e allora saltino anche i poli, se serve. I presepi elettorali sono questi, in Abruzzo: pochi saggi pastori, troppi lupi travestiti da re magi. Ma si vede che sono lupi. Di seconda scelta, però.




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