L'operazione costerà 21 milioni. Maratona negoziale, giovedì la firma
ROMA Accordo fatto per Termini Imerese. Mancano solo la firma e i dettagli. Nuovo incontro giovedì prossimo (per mercoledì è stato convocato il vertice di Dr Motor) che servirà soltanto a ufficializzare un'intesa che è stata raggiunta ieri sera, al termine di una maratona di sette ore al ministero dello Sviluppo tra advisor Invitalia, sindacati e manager del Lingotto.
In fondo, la partita sugli in incentivi per la mobilità si giocava su poco più di cinque milioni di euro rispetto ai ventuno necessari ad accompagnare alla pensione i lavoratori dello stabilimento siciliano e dell'indotto che non potranno essere assunti dalla Dr Motor di Massimo Di Risio.
L'accordo prevede un incentivo complessivo medio di 22.850 euro per 640 lavoratori, più l'indennità per il mancato preavviso e il premio fedeltà. In sostanza, questi ormai ex dipendenti di Termini e dell'indotto percepiranno mediamente 460 euro mensili, più l'indennità, per arrivare alla pensione, entro i prossimi sei anni. Costo complessivo dell'operazione, 21,5 milioni. Con la seguente cadenza: 4.445 euro nel primo anno, 10.366 nel secondo, 16.287 nel terzo, 22.208 nel quarto. La mobilità scatterà a gennaio del 2012. In serata gli operai e i sindacalisti hanno provveduto a togliere i picchetti ai cancelli della fabbrica siciliana dove sono parcheggiate alcune centinaia di Ypsilon.
A sbloccare una situazione di oggettivo stallo è stata la mossa a sorpresa del neo ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, che venerdì sera ha deciso di convocare sindacati e azienda dopo essersi sentito telefonicamente con Sergio Marchionne e dopo aver verificato la disponibilità dell'azienda ad alzare il tetto degli incentivi. Ieri mattina è iniziata la fase più delicata del negoziato per individuare il punto di incontro tra le richieste dei sindacati che volevano il rispetto dei parametri economici (le cosiddette tabelle) già utilizzati in passato, per esempio a Pomigliano, e l'offerta Fiat che era ed è rimasta più bassa rispetto a quella sollecitata. Comunque non tale da stoppare la trattativa. Intorno alle 11 primo round tra advisor Invitalia e sindacati; poi faccia a faccia di quasi cinque ore con il management di Torino; infine la riunione plenaria che ha prodotto l'accordo.
Accordo che è stato firmato anche dalla Fiom/Cgil che, attraverso il proprio responsabile auto, Enzo Masini, si è impegnata «a costruire le garanzie per i lavoratori che dovranno restare a Termini Imerese». «La Fiat - ha però sottolineato il sindacalista - ha approfittato della situazione per ridurre le tabelle per la mobilità e neppure il governo è riuscito a farle fare un passo indietro. Abbiamo accettato la proposta per senso di responsabilità anche se riteniamo che la mediazione dell'esecutivo sia stata insufficiente». Per Bruno Vitali della Fim/Cisl invece è stato accolto il 70% delle richieste sindacali. «Un incentivo decoroso e una mediazione positiva» anche per Eros Panicali della Uilm. «Ora dobbiamo lavorare per il futuro dello stabilimento De Risio», ha commentato Antonio D'Anolfo dell'Ugl. «Positivo il lavoro del ministro Passera», anche per la Cgil. Per il segretario confederale, Vincenzo Scudiere, «è stato positivo il lavoro svolto dal ministro Passera per costruire una soluzione basata sul rispetto degli interessi in campo».
Per l'amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, «ora ci sono le premesse per una complessiva reindustrializzazione dell'area».