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Data: 27/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
I sindacati a Fornero: confronto sul contributivo

ROMA - Il punto di partenza per una riforma delle pensioni è il «metodo contributivo». A tracciare le linee di possibili interventi in materia previdenziale è il ministro del Lavoro Elsa Fornero in un articolo che aveva scritto prima di assumere l'incarico e pubblicato ieri da Repubblica. Arrivano le prime critiche, da Idv e Fiom, mentre l'ex ministro Maurizio Sacconi sottolinea che «eventuali correttivi devono concorrere alla sostenibilità finanziaria e sociale del sistema». In materia di pensioni scende in campo anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che chiede di guardare ai giovani attraverso «un patto generazionale».
Per il neo ministro Fornero «si tratterebbe di applicare, a partire dal 2012, il metodo contributivo pro-rata per tutti i lavoratori rendendo subito effettive un'età minima di pensionamento, pari a 63 anni e una fascia di flessibilità che incoraggi il lavoratore a ritardare l'uscita fino ai 68/70 con un incremento di pensione che, secondo alcuni calcoli matematici e non in base a criteri politici, tenga conto dei maggiori contributi versati e della maggiore età». Inoltre per il ministro «dovrebbero scomparire le finestre». I risparmi di spesa potrebbero arrivare a qualche decina di miliardi di euro nei primi 5-6 anni.
«Stiamo aspettando che si discuta con le parti sociali e speriamo che lo si faccia al più presto e con rispetto verso tutti», ha commentato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Sulla stessa linea d'onda Cesare Damiano del Pd che chiede sulle misure «un confronto preventivo». Per il segretario generale della Uil Luigi Angeletti «la prima cosa che il governo deve fare in materia previdenziale è abolire le situazioni di privilegio». Molto critico sulle ipotesi della Fornero è invece Giorgio Cremaschi della Fiom che parla di misure «totalmente inique e profondamente recessive».
Per l'Idv «si tratta di capire che cosa significa, in termini di danaro, l'applicazione del sistema contributivo pro-rata per tutti» e il partito di Antonio Di Pietro sottolinea anche che «dalla proposta manca, invece, l'unificazione degli enti previdenziali e assicurativi, che porterebbe un risparmio strutturale di 2 miliardi di euro annui; l'obbligo del pareggio per le casse speciali previdenziali; la divisione nel bilancio statale tra assistenza e previdenza».
L'ex ministro Sacconi rileva infine che «non possono essere ridotte le età minime obbligatorie di pensione così come definite dalle recenti riforme in quanto costituiscono l'unica base di calcolo certa».

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