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Data: 27/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Energia, bolletta mai così cara alle famiglie costa 2.400 euro. I dati di Confartigianato: aumento del 26,5 % in un anno. Tredicesime in calo per la prima volta negli ultimi 20 anni

ROMA - La crisi falcidia le tredicesime mentre il caro energia mette a dura prova le casse delle famiglie: un mix esplosivo che rischia di pesare come un macigno sul Natale degli italiani. Per la prima volta in venti anni, nel 2011 il monte delle gratifiche di fine anno diminuirà di 0,8 miliardi, segnando un calo del 2,2%. A lanciare l'allarme, le associazioni dei consumatori Adusbef e Confcommercio proprio nello stesso giorno in cui anche da Confartigianato arrivano brutte notizie: la bolletta energetica degli italiani è la più salata dell'ultimo ventennio, ogni famiglia paga un conto di 2458 euro all'anno.
Si preannuncia «un Natale durissimo sul fronte dei consumi, destinati a calare del 6,9% perché almeno tre famiglie su quattro taglieranno le spese per l'incerta situazione economica», dicono le associazioni dei consumatori stimando che solo il 20,2% del monte tredicesime, pari quest'anno a 35 miliardi di euro, sarà destinato a risparmi, regali, viaggi e consumi alimentari. Quasi l'80% delle gratifiche di fine anno, sottolineano i presidenti di Adusbef Elio Lannutti e di Federconsumatori Rosario Trefiletti, «verrà infatti mangiato da tasse, mutui, bolli, canoni e rimborsi di debiti pregressi». Per questo le due associazioni chiedono al Governo di non aumentare l'Iva e di non reintrodurre l'Ici sulla prima casa. La fetta più alta (15,6 miliardi) del monte tredicesime andrà ai dipendenti privati dei settori agricoltura, industria e terziario che comunque riceveranno il 3,1% in meno rispetto al 2010. I pensionati subiranno una sforbiciata dell'1,92% e incasseranno in totale 10,2 miliardi mentre i compensi di fine anno dei lavoratori pubblici saranno più bassi dell'1,07% rispetto ad un anno fa, fermandosi a 9,2 miliardi.
Se dunque le tredicesime si alleggeriscono, l'inflazione cresce e diventa sempre più pesante la bolletta energetica che a settembre scorso ha toccato il record storico di 61,9 miliardi, pari ad un'incidenza del 3,91% su Pil. Cifra che era stata sfiorata solo nel 2008, quando la bolletta gravava per il 3,74% del Pil, con un impatto di 58,6 miliardi. A far esplodere il costo dell'energia, lievitato del 26,5% negli ultimi 12 mesi, ha contribuito l'aumento del prezzo del petrolio che lo scorso settembre si è attestato a 108,56 dollari al barile, registrando una crescita a tre cifre, +143%, rispetto a marzo 2009. Inevitabili le ripercussioni sui prezzi dei carburanti, del gas e dei trasporti che in Italia, peraltro, si sono sentite in misura molto più elevata rispetto al resto d'Europa. Se infatti nel nostro paese nell'ultimo anno il prezzo del gas è salito del 12,2%, nell'area Euro l'incremento si è limitato al 10,1%. Anche il rincaro dei carburanti e dei lubrificanti si è fatto sentire in Italia molto più che negli altri paesi europei: nello stesso periodo la variazione è stata del 17,4% contro il 14,4% dell'area Euro. Più in dettaglio, negli ultimi dodici mesi la benzina senza piombo è rincarata del 15,3% mentre il prezzo del gas per auto è cresciuto del 22,1%.
Tra il nostro paese e il resto d'Europa, si sono registrate grandi differenze nell'ultimo anno anche nei rincari sul settore dei trasporti. Se infatti l'incremento medio europeo è stato del 4,5%, nella penisola i prezzi sono saliti del 7,7%. In alcune province, fa notare Confartigianato, l'incremento è risultato particolarmente evidente. Salta agli occhi l'impennata registrata a Potenza, che ha segnato rincari del 10,5% seguita a ruota da Venezia (+9,1%) e Verbania (+9%). Prezzi sopra la media nazionale, si sono registrati a macchia di leopardo anche a Trento (+8,8%), Pescara e Piacenza (+8,4%), Varese (+8,1) e Mantova, dove si è segnato un rotondo +8%.
Tra caro bolletta e tredicesime leggere, si preannuncia insomma un Natale con poche luci e molte ombre. Per questo le associazioni dei consumatori ieri hanno chiesto al Governo di non aumentare l'Iva e di non reintrodurre l'Ici sulla prima casa «potendo reperire maggiori risorse nei capitali scudati e con una tassa sui patrimoni di oltre un milione di euro».

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