GIULIANOVA. Il problema è uno: un treno non attrezzato per disabili, la soluzione del sindaco è un'altra: aggiustare l'ascensore della stazione.
Succede a Giulianova dove il treno regionale numero 12014 in partenza alle 5.30 del mattino e diretto a Pesaro non è attrezzato. A segnalarlo è Mariacaludia Santoro disabile pendolare che ha provato in tutti i modi a far sentire la sua voce incassando picche proprio da Trenitalia. E' persino ricorsa ai mezzi di comunicazione, Tg3 Abruzzo e Corriere della Sera. E' abituata Mariaclaudia al suo disagio. Lei, quarantenne disabile residente a Morro d'Oro, tre volte alla settimana percorre la tratta Giulianova-Pesaro per raggiungere la scuola dove insegna. 15 km per arrivare puntuale alla stazione per il treno delle 5.30 ed arrivo alle 8.00; tutto questo per 700 euro al mese. Tutto sarebbe perfetto, se solo potesse viaggiare su un treno attrezzato, invece non le è possibile salire con la sua sedia a rotelle in quanto manca l'apposito seggiolino con la cintura di sicurezza.
La beffa più grande è che il treno ha un vagone attrezzato per le biciclette ma non un supporto ai disabili. C'è soluzione per tutti tranne per lei. Sono caduti nel vuoto gli appelli della donna a Trenitalia (un reclamo ufficiale e alcune e-mail indirizzate alle direzioni di Trenitalia Abruzzo e Marche) che l'ha liquidata con la conferma di "ricevuta segnalazione".
Ieri , il sindaco Francesco Mastromauro, risponde all'appello della donna. «Non possiamo intervenire sull'intero parco treni», ha detto il sindaco, «per eliminare le barriere architettoniche presenti ma far funzionare ciò che già esiste come l'ascensore della stazione per disabili». «La richiesta della signora ad oggi non può essere accolta», fa sapere oggi Ferrovie dello Stato attraverso l'ufficio stampa di Abruzzo, Marche e Molise, «attualmente solo il 15% dei treni regionali in Abruzzo è attrezzato per i disabili. Gli altri presentano ancora barriere architettoniche».
Le famose barriere architettoniche.. Quelle dietro le quali talvolta si nasconde il fallimento di una politica assente per i più deboli.
Tanto la soluzione c'è sempre, basta aggiustare qualche ascensore qua e là e tutto ritorna a posto. Forse per gli altri, non di certo per chi ogni giorno si suda un diritto.