(ANSA) - ROMA - ''Abertis dovrebbe ringraziarmi, perche' grazie all'azione che stiamo conducendo sa esattamente che cosa compra''. Lo ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro rispondendo a una domanda sulla fusione Autostrade-Abertis nel corso di una conferenza stampa convocata alla Stampa estera. ''Se si dovessero scoprire inadempimenti - ha aggiunto il ministro - oggi ne sarebbe responsabile solo Autostrade, domani ne sara' responsabile anche Abertis''. Di Pietro ha sottolineato che ''una cosa e' la fusione, un'altra e' accertare eventuali inadempienze. Non possiamo permettere un rapporto passivo con le concessionarie, che ci notificano gli aumenti dei pedaggi in maniera automatica, quando la parola 'automaticamente' non esiste neppure negli atti della concessione''. Quanto all'intervento dell'Europa, Di Pietro ha detto che ''la Commissione europea non puo' impedirci di fare verifiche su una societa' autostradale quando fa operazioni che possono mettere in forse l'adempimento degli obblighi contrattuali''. A chi gli ha chiesto se non si senta isolato nel governo dopo le aperture manifestate dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa alla fusione, Di Pietro ha risposto: ''L'isolamento non mi fa paura. Ho proposto io una modifica dell'articolo 12 del dl fiscale, che oggi e' legge. Quindi, vorrei averne di isolamenti di questo genere. E sul dl fiscale non e' stata posta la fiducia''. ''La Commissione europea - ha proseguito il ministro - ha il diritto e il dovere di verificare la regolarita' delle procedure. Ma deve anche rispettare la sovranita' italiana dove questa e' esclusiva. Siamo nel pieno esercizio delle nostre prerogative. Noi facciamo verifiche sugli obblighi che la concessionaria ha con il contraente. La Ue non puo' bloccare l'esercizio di diritti nazionali e impedirmi di interloquire con il mio concessionario solo perche' c'e' una fusione in corso. Tanto piu' se il concessionario sta facendo un maxi-dividendo''. Di Pietro e' tornato su questo nodo che ieri e' stato oggetto di un'udienza di fronte al Tar. ''Quelli sono soldi dei cittadini - ha affermato Di Pietro riferendosi al fatto che le somme contestate sono frutto dei pedaggi - e devono essere garantiti per le infrastrutture. Poi fai tutti i dividendi che vuoi''. Quanto all'ottimismo manifestato da Padoa-Schioppa sulla fusione, Di Pietro ha osservato: ''Cio' che dice Padoa-Schioppa e' che prima c'era una norma che impediva ai costruttori di partecipare all'azionariato e ora non c'e' piu'. Il ministro ha detto che con l'articolo 12 del dl fiscale e' possibile la fusione. E questo e' quello che dico anch'io. Ma cio' non vuol dire fare la fusione senza le dovute autorizzazioni. Dire pero' che siamo contrari alla fusione, significa dare una cattiva interpretazione, come ha fatto anche la Commissione europea''. Quanto all'articolo 12, secondo Di Pietro contiene ''una serie di norme che liberano la concorrenza. E prevede che i controlli sui servizi erogati dai concessionari siano fatti da un servizio terzo. La Ue dovrebbe prendere esempio da questa norma''.