Quartiere blindato e strade chiuse per l'inaugurazione con Napolitano
Era un'altra Italia: undici anni fa fu sottoscritto l'accordo di programma fra Ministeri dei Trasporti, delle Finanze, dei Lavori Pubblici, Regione, Comune e Ferrovie dal titolo «Piano di Assetto dell'area della stazione Tiburtina». Un anno dopo fu scelto il progetto vincitore per la nuova stazione, al termine di un bando internazionale. Oggi, quel lungo percorso, che ha rischiato un drammatico stop con il rogo del luglio scorso che ha distrutto una palazzina della vecchia stazione, sarà completato: alle 10 ci sarà l'inaugurazione della nuova stazione Tiburtina dell'Alta velocità, con il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, il sindaco Gianni Alemanno, i presidenti Nicola Zingaretti (Provincia) e Renata Polverini (Regione). Per Roma e per il Paese una delle più importanti opere pubbliche di questo millennio, costata 330 milioni di euro, destinata a diventare l'hub (la stazione di riferimento) dell'alta velocità. Alcuni dati per la struttura avveniristica che con il suo ponte collega il Nomentano a Pietralata: la superficie, compresi i negozi e i servizi, è di 48.655 metri quadrati e ci saranno 20 binari. Sono previsti 51 milioni di frequentatori all'anno, 140 mila al giorno.
L'alta velocità. La questura oggi teme le proteste dei No Tav proprio in coincidenza con l'inaugurazione che prevede anche l'intitolazione della stazione a Cavour. Ieri sera c'è stata la bonifica di tutta l'area, con agenti specializzati che hanno verificato che non vi possano essere imprevisti. Oggi ci sarà un ultimo briefing, attorno alle 6. E proprio in nome della sicurezza dalle 8 del mattino e fino al termine della manifestazione, potrebbero esserci disagi molto pesanti per il traffico e per i pendolari che usano la metro B. L'elenco degli interventi studiati dal questore Francesco Tagliente è già pronto, la loro applicazione sarà confermata solo oggi, anche perché si tratta di un piano flessibile che si adatterà allo sviluppo della situazione.
Metropolitana e bus. Partiamo dalla metro, perché questo è il provvedimento quasi scontato: a Tiburtina, dalle 8 del mattino e fino al termine dell'evento resterà chiusa la stazione della linea B. Un problema non da poco per i pendolari che arrivano a Tiburtina e poi devono andare al lavoro o a scuola. Sarà spostato l'importante capolinea del Cotral che si trova nel piazzale della stazione Tiburtina: troverà spazio nel parcheggio vicino (dove, ovviamente, non potranno essere sostati motorini e auto).
Le strade. E' possibile, ma solo come extrema ratio e per un breve periodo di tempo, la chiusura al traffico di un tratto della tangenziale dalle 10 del mattino fino al termine della cerimonia: in direzione San Giovanni fra via Livorno fino ad arrivare oltre il cavalcavia della nuova stazione; in direzione Foro Italico fra via Tiburtina e via Livorno. Gli effetti sulla mobilità, in caso di chiusura della tangenziale, sarebbero - è evidente - pesanti. Altre chiusure, dalle 8, nell'area di circonvallazione Nomentana, in via Masaniello, via Mazzoni e via della Stazione Tiburtina. A completare il piano della sicurezza ci saranno gli usuali provvedimenti: rimozione dei cassonetti, controllo dell'area con agenti scelti, allontanamento delle bancarelle degli ambulanti.
La protesta annunciata. Spiega il segretario nazionale della Filt Cgil, Alessandro Rocchi: «In concomitanza con l'inaugurazione della nuova stazione Tiburtina, i lavoratori degli appalti dei servizi ferroviari di accompagnamento, manutenzione, pulizia e logistica svolgeranno un presidio in difesa del loro lavoro». Sono sul piede di guerra anche i comitati di quartiere. Ma le vere preoccupazioni sono quelle che riguardano possibili blitz dei No Tav. Ieri l'assessore alla Mobilità, Antonello Aurigemma, spiegava: «L'inaugurazione della stazione Tiburtina dell'Alta velocità è un evento importantissimo per il nostro paese. Parliamo di una grande opera completata. Manifestare il dissenso è legittimo, ma voglio sperare che non si rovini una appuntamento di questo tipo, che prevede la partecipazione delle più alte cariche dello Stato». Critiche dal Pd. I consiglieri comunali Paolo Masini e Dario Nanni parlano di inadempienze del Comune: «Nel quartiere resta il degrado, gli accampamenti dei tanti disperati presenti a Roma, discariche a cielo aperto, fogne intasate».