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Pescara, 09/05/2026
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Data: 30/11/2006
Testata giornalistica: Il Centro
Trasporto locale, domani sciopero anche in Abruzzo. Saranno assicurate solo le fasce orarie di garanzia. I sindacati: subito il contratto o nuovo stop il 15 dicembre

PESCARA. Domani il trasporto locale si ferma anche in Abruzzo per l'intera giornata, rispettando le fasce orarie di garanzie, sulla base di una griglia di orari che varia da società a società (vedi tabella di fianco). Lo sciopero è stato confermato ieri dalle segreterie nazionali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl, che denunciano, «ancora una volta, la gravità» della situazione relativa alla vertenza per il rinnovo del secondo biennio del contratto nazionale degli autoferrotranvieri, e avvertono che se la vertenza non si sblocca proclameranno entro il 15 dicembre un'ulteriore iniziativa di lotta di 24 ore, con manifestazione a Roma, senza le fasce orarie di garanzia, rispettando i servizi specializzati dedicati (disabili e scuolabus) previsti dalla provvisoria regolamentazione del settore.
Nel ribadire che «i lavoratori del trasporto pubblico locale hanno diritto al contratto nazionale» e che il settore «deve trovare stabilità normativa e risorse adeguate», i sindacati ricordano di aver chiesto «sin dall'inizio al Governo, alle Regioni e agli Enti Locali di occuparsi del problema, per trovare soluzioni anche attraverso la Legge Finanziaria».
Ad oggi, «l'intervento da parte del Governo non è sufficiente mentre Regioni e Comuni sono assenti». Quanto alle aziende, «continuano a negare qualsiasi confronto con il sindacato, scaricando tutte le responsabilità sul Governo e sulle istituzioni locali» si legge in un comunicato congiunto. Le imprese e le loro associazioni, Asstra e Anav, «hanno scelto da molto tempo la comoda posizione di utilizzare tutte le occasioni dei rinnovi contrattuali per battere cassa utilizzando i trasferimenti pubblici per coprire di volta in volta i guasti strutturali del settore. In questo modo» prosegue il comunicato, «le vertenze diventano sempre più aspre.

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