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Data: 29/11/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il Consiglio vola a Bruxelles, è scontro. L'assise civica in Belgio per chiedere la zona franca. Imprudente: «A che serve?»

«A Bruxelles a fare cosa?». Questa la domanda che, a distanza, il consigliere Emanuele Imprudente poneva ieri dall'Aquila al presidente del consiglio comunale, Carlo Benedetti, sul bus alla volta dell'aeroporto di Ciampino per l'avvio della missione zona franca a Bruxelles, insieme agli altri consiglieri assessori e accompagnatori per un totale di 63 persone. Imprudente non è della compagnia insieme ad altri consiglieri che hanno ritenuto l'impresa inutile. «Caro Carlo - scrive in una lettera aperta imprudente - oggi che l'iter europeo per la non infrazione comunitaria sulla concorrenza è pressoché superato, e dunque a livello comunitario la questione zona franca urbana è cosa fatta (ora è compito del Governo attuarla materialmente), il consiglio comunale va a Bruxelles per fare cosa? Si poteva incontrare il commissario europeo Antonio Tajani anche a Roma. Occuparsi ora e non un anno e mezzo fa dell'argomento è una provocazione alla mia intelligenza e a quella di altri colleghi, perché è chiaro è una mera azione di propaganda per le elezioni e per di più su un qualcosa su cui il Comune e tanti illustri politici non hanno creduto. Credo di aver sintetizzato, ma al tempo stesso spiegato le motivazioni dell'inutilità di questa missione a Bruxelles e quindi della mia assenza alla relativa seduta del Consiglio comunale».
Il presidente Benedetti invece sostiene a spada tratta l'importanza della missione invitando Giorgio de Matteis, che per primo aveva parlato dell'inutilità della trasferta, a «venire con noi - dice -. Tutti hanno cambiato passo dopo il sisma tranne lui. C'è posto in aereo, c'è una stanza prenotata a suo nome. Perché non viene?». Benedetti ha poi parlato dell'importanza del documento bipartisan approvato dalle cinque commissione congiunte che sarà sottoposto stamane all'approvazione del Consiglio comunale a Bruxelles. Un documento in cui si richiede la zona franca anche per i liberi professionisti e si chiede all'Europa come misura aggiuntiva l'approvazione dello stato di disastro naturale di cui all'articolo 87.2.b del Trattato Europeo. Intanto la Confartigianato dipinge un quadro a tinte fosche dell'economia provinciale con duemila lavoratori in cassa integrazione, di cui l'80 per cento fa riferimento al settore delle piccole e medie imprese e solo il 20 per cento all'industria. A fine novembre, secondo le stime sindacali, seimila lavoratori saranno a rischio cassa integrazione. Un quadro pesantissimo, in un territorio dove manca il lavoro e la disoccupazione ha raggiunto livelli preoccupanti». Ad affermarlo è il presidente della Confartigianato Luigi Lombardo, che annuncia la presenza a Bruxelles. «Riteniamo imprescindibile l'approvazione immediata, da parte dell'Ue, della zona franca dice - come importante elemento di sostegno al sistema locale delle piccole e medie imprese».

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