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Data: 29/11/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Fiat, vertice con i sindacati. Sciopero Fiom il 16 dicembre

Oggi incontro sul contratto dell'auto. La Cgil: no all'estensione dell'accordo di Pomigliano Il Pd: dopo Termini Imerese il governo si impegni anche per lo stabilimento di Mirafiori

ROMA. Nel giorno dell'incoronazione di Marchionne «amministratore delegato dell'anno per il Nord America» da parte di Automotive News, in Italia la Fiom proclama per il 16 dicembre lo sciopero generale di 4 ore. Ancora aperto è anche il caso di Termini Imerese dove i lavoratori hanno valutato l'accordo di sostegno alla mobilità e chiesto garanzie per il passaggio dello stabilimento Fiat dal Lingotto a Dr. L'intesa finale è attesa per il primo dicembre. Oggi, intanto, si svolgerà l'incontro a Torino tra l'azienda e sindacati nazionali sulla questione del contratto nazionale dell'auto.
Il comitato centrale della Fiom all'unanimità ha proclamato lo sciopero generale della categoria il 16 dicembre con manifestazioni territoriali, contro la scelta della Fiat di disdire gli accordi, di uscire dall'applicazione del contratto nazionale e di estendere a tutti gli 86 mila dipendenti del gruppo l'accordo di Pomigliano.
La Cgil «non può accettare la riproposizione del contratto di Pomigliano» ha precisato il segretario confederale Scudiere alla vigilia dell'incontro di Torino, ma se la Fiat si presentasse «senza pregiudizi e con un piano chiaro sulle prospettive del Gruppo sarebbe possibile avviare una discussione sulle questioni contrattuali». Va dunque trovata, secondo la Cgil, una via d'uscita perché «non è possibile che il sindacato maggiormente rappresentativo sia escluso. Noi siamo per il pluralismo ed è quindi inaccettabile, se dovesse riproporre il modello Pomigliano, impedire il libero esercizio democratico».
Ma sono molto forti anche le preoccupazioni per il destino del Gruppo in Italia. «Fiat è sempre meno interessata all'Italia e dopo Termini Imerese temiamo che le prossime chiusure siano la Maserati di Modena e Mirafiori» denuncia Maurizio Zipponi, responsabile lavoro dell'Idv. Perché oltre al caso di Termini e al contratto nazionale dell'auto, la Fiat non ha ancora spiegato il dettaglio di Fabbrica Italia. A partire dal destino dello storico stabilimento di Mirafiori. Su questo insiste il deputato del Pd Cesare Damiano chiedendo che «il nuovo governo, dopo la prova positiva di Termini Imerese, si preoccupi anche di Mirafiori con misure di politica industriale, a sostegno del distretto auto piemontese». Si attende molto dall'incontro di oggi il sindaco di Torino Piero Fassino: «Ci auguriamo che in un quadro così complesso ma cambiato, questo accordo possa consentire di aprire una fase nuova nelle relazioni industriali tra azienda e sindacati». Fassino ha aggiunto che Torino deve restare centrale per la strategia del Lingotto.

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