Tram, autobus, treni. Persino i battelli in servizio lungo il Po e sul lago d'Orta. Se ne parlava da qualche settimana. Ed ecco arrivare gli aumenti, evocati da lamentele premonitrici sul taglio dei trasferimenti statali per il trasporto pubblico locale (tpl). Gli adeguamenti tariffari che in base alla legge nazionale i Comuni possono a loro volta ritoccare, ovviamente al rialzo - sono stati deliberati dalla giunta regionale nel quadro di un riordino del sistema di trasporto. La premessa sono le risorse della manovra 2012: 780 milioni, 280 dallo Stato e 500 a carico della Regione. Con l'avvertenza che se dovessere essere ulteriormente limati gli stanziamenti da Roma, piazza Castello si regolerà di conseguenza. Anche così, parliamo di una contrazione del 15% sul 2010. Il che, spiega l'assessore ai Trasporti Barbara Bonino, implica una razionalizzazione dei servizi e, per l'appunto, l'adeguamento tariffario. Partiamo dal fondo: i numeri degli aumenti, che tra le altre cose porteranno a 1,10 euro il biglietto ordinario per il trasporto pubblico a Torino, li trovate in tabella. Le maggiorazioni saranno applicate in un'unica soluzione e decorreranno dal primo gennaio. Non solo. Dal 2013 verrà istituito un meccanismo di adeguamento automatico delle tariffe per cui, a decorrere dal primo gennaio di ogni anno, sarà possibile applicare un aumento pari all'inflazione quantificata nell'anno precedente. Questo automatismo, spiegano dall'assessorato ai Trasporti, comporterà l'arrotondamento a 5 centesimi per i biglietti ordinari e gli abbonamenti settimanali: cifra che salirà a 50 centesimi per gli abbonamenti mensili e annuali. A parziale consolazione, lo studio di alcune contropartite da parte della Regione: dallo sconto progressivo sugli abbonamenti mensili e annuali per le famiglie numerose (-15% per il secondo figlio, - 30% per i successivi) agli abbonamenti aziendali (comprati dalle aziende a prezzo maggiorato del 10% rispetto a quello ordinario corrispondente e messi a disposizione dei dipendenti). Semplici ipotesi, allo stato attuale, da trattare con i sindacati. Come si premetteva, l'adeguamento delle tariffe procederà di pari passo con la riprogrammazione del tpl. Se ne occuperà l'Agenzia per la Mobilità Metropolitana, ora su scala regionale, presenziata da Regione, Province e Comuni interessati. Obiettivo: rimodellare l'offerta e guadagnare nuovi margini di risparmio evitando doppioni e studiando nuovi servizi per le linee meno redditizie. Uno dei primi fronti rimanda alle sovrapposizioni fra il trasporto su gomma (autobus) e quello su ferro (treni). «Serve una valutazione che tenga conto delle distanze, del numero dei passeggeri e della redditività delle linee - spiega la Bonino -. I tragitti non superiori a 10-12 chilometri dovranno essere serviti da autobus. Se sarà il caso, attivando i servizi a chiamata nelle aree dove la domanda è minore». Nella stessa ottica, la necessità di ridurre i costi senza compromettere la qualità del servizio e la tutela dei posti di lavoro, vanno lette altre due iniziative: un tavolo con Finpiemonte Partecipazioni e le aziende di trasporto per favorire l'accesso al credito; un tavolo tra l'assessore regionale al Lavoro Porchietto, le aziende e i sindacati per salvaguardare i posti di lavoro nel settore.