Il sindaco Brucchi: «Daranno un contributo importante». La preside Cursi: «Creiamo persone di qualità»
TERAMO. Teramo li crea, Monti li mette in campo per la partita più importante: una Coppa del Campioni dove in palio c'è la salvezza dell'Italia.
Sono tre i docenti dell'Università di Teramo entrati nel governo. A Lorenzo Ornaghi, ministro dei Beni Culturali, si sono aggiunti nelle ultime ore Michel Martone che, a 37 anni, diventa viceministro del Lavoro, e Saverio Ruperto, nuovo sottogretario all'Interno.
Tre nomi che rilanciano l'Ateneo teramano, che Luciano Russi, rettore dalle intuizioni geniali, chiamava Lilliput, piccolo e grande al tempo stesso. E che ridanno anche speranza, orgoglio e visibiltà alla città che li ha accolti giunta a un passo da uno splendido isolamento, e spingono il sindaco Maurizio Brucchi a dire: «La nostra Università è piccola ma ha saputo dare un contributo fattivo a un Paese che attraversa uno dei momenti più difficili della sua storia». Oppure il rettore, Rita Tranquilli Leali, che afferma: «Sono certa che il nostro giovane Michel saprà promuovere iniziative concrete per agevolare l'occupazione giovanile e superare gli ostacoli che limitano le aspettative, favorendo un precariato incompatibile con il futuro dei nostri giovani». E la preside di Giurisprudenza, Floriana Cursi, che dice: «Siamo orgogliosi e onorati. Viviamo una fama riflessa ma è la prova che creiamo docenti e studenti di qualità. Per noi è un attestato di stima e capacità».
Martone, Ornaghi e Ruperto in comune hanno un posto nella squadra di governo e una cattedra all'Università di via Crucioli.
Il primo, dal 2005, è professore ordinario di Diritto del lavoro a Giurisprudenza di Teramo (dove, dal 2001, era professore associato) e alla Luiss «Guido Carli». Il suo libro "Governo dell'economia e azione sindacale" è stato presentato in Ateneo nel maggio 2007. Ornaghi, dal 1987 al 1990, è stato professore associato a Scienze politiche di Teramo, prima di diventare rettore della Cattolica.
Infine Ruperto, associato di Diritto privato a Teramo dal 2001 al 2003, e poi alla Sapienza, prima di far parte del comitato di sorveglianza del gruppo Cirio dopo lo storico crac. Ma Teramo vanta anche docenti come Guido Crainz, ordinario di Storia Contemporanea a Scienze della Comunicazione, già membro del direttivo dell'Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia e dell'Istituto romano per la storia d'Italia dal fascismo alla resistenza. Oppure Michele Ainis, che è stato ordinario di Istituzioni di diritto pubblico, prorettore vicario e preside di Giurisprudenza a Teramo, ed è considerato uno dei maggiori costituzionalisti italiani.
Il commento finale, quello di sintesi, spetta a Luciano D'Amico, preside di Scienze della Comunicazione, che traccia un legame fra le tre nomine, l'Ateneo e il futuro: «Questi tre docenti dimostrano le potenzialità dell'Università di Teramo che può puntare a obiettivi che vanno oltre la didattica e la ricerca. Il nostro Ateneo si mette al servizio della società, vuole essere braccio operativo con la Regione del motore di sviluppo dell'Abruzzo potenziando il rapporto con il sistema produttivo e formando una classe di persone specializzate nel territorio. Il Teramano», conclude il preside della comunicazione, «è il terreno fertile per rigenerare il futuro dell'Abruzzo».