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Data: 30/11/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Contratto auto in salita Landini (Fiom) lascia il tavolo. Le tute blu Cgil accusano: bloccata la nostra delegazione.

Fiat: solo pretesti Il Lingotto vorrebbe un'estensione a tutto il Gruppo dell'accordo di Pomigliano

ROMA. Comincia in salita il confronto sul contratto nazionale dell'auto. Quando Maurizio Landini ha saputo che a una parte della delegazione della Fiom era stato impedito l'ingresso nella sede dell'unione industriali di Torino, ha abbandonato l'incontro. Il primo vertice con tutti i sindacati di categoria, è così cominciato senza la Fiom che ha lasciato solo un osservatore, il segretario torinese Bellono. Tuttavia nel vertice sembra che di contratto nazionale dell'auto non si sia parlato, quanto invece della semplice estensione di quello di primo livello di Pomigliano.
Sulla falsa partenza dell'incontro ci sono naturalmente diverse versioni. Il sindacato delle tute blu della Cgil attacca il Lingotto. Per il responsabile auto Fiom Giorgio Airaudo «è grave che la Fiat non sia stata in grado di garantire la governabilità della trattativa». La Fiat replica giudicando «infondate e pretestuose» le accuse della Fiom «che sembrano costruite per nascondere la volontà di sottrarsi alla trattativa».
All'esterno della palazzina dove si è svolto l'incontro si sono tenuti due presidi pacifici. Uno dei sindacati di base, l'altro dei lavoratori Iveco arrivati in corteo con in testa il segretario della Fiom Maurizio Landini. «Questo governo dovrebbe avere il pugno duro, dovrebbe chiamare Marchionne e chiedergli quali sono i piani» afferma un operaio al megafono. Nonostante l'abbandono del tavolo, Maurizio Landini conferma l'intenzione partecipare alle prossime trattative: «ma se l'idea è di estendere l'accordo di Pomigliano diremo no. Noi non firmeremo mai accordi che escludono diritti e libertà sindacali dei lavoratori. Oggi è emerso in modo molto chiaro che la Fiat non ha nessuna intenzione di aprire una trattativa vera con nessuno». Ma per Giuseppe Farina, segretario generale della Fim-Cisl, il nuovo contratto dei lavoratori del Gruppo Fiat «non sarà quello di Pomigliano né una cosa già scritta. Gli accordi precedenti saranno solo di base». La Fim ammette che «ci sono questioni da approfondire». Anche per la Fismic «l'impianto degli accordi di Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco deve essere migliorato per realizzare condizioni retributive e normative migliori di quelle del contratto nazionale dei metalmeccanici attuale».
Le tute blu Cgil hanno lanciato la campagna nazionale «Io voglio la Fiom in Fiat». Se il Lingotto non effettuerà le trattenute sindacali nelle buste paga alle organizzazioni non rappresentate in fabbrica la Fiom perderà 1,5 milioni. L'organizzazione chiederà anche un euro a ciascun lavoratore da versare nel Fondo di solidarietà.

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