Dopo il fallimento di lunedì, la Giunta Di Primio ritenta oggi di far approvare dal consiglio comunale l'assestamento di bilancio 2011, bocciato dai revisori dei conti, e il piano triennale delle opere pubbliche. Qualcuno, nella maggioranza, è presagio di funesti risultati. Dice: «Se la crisi non rientra, si prospetta un ritorno a casa». La Giunta arriva in consiglio con l'acqua alla gola (ultimo giorno utile) e con una maggioranza che esiste solo sulla carta. Con un Pdl «totalmente allo sbando, profondamente lacerato al proprio interno perché continua a chiedere poltrone che non ottiene, per completa grande e grave responsabilità politica», denuncia un esponente del centrodestra. «Ma anche i rappresentanti dei gruppi-cespugli - aggiunge - sono fatti della stessa pasta; vogliono posti e tengono prigionieri sindaco ed esecutivo».
Prima di partire per Bruxelles (infatti, oggi non ci sarà) il sindaco ha radunato i consiglieri del Pdl strigliandoli a dovere. Servirà? Forse solo un rimpasto di Giunta, che qualcuno da per certo entro un mese, potrebbe far scoppiare la pace nel Pdl. Le opposizioni danno battaglia. Durissimo il giudizio del senatore Giovanni Legnini. Dice: «La situazione finanziaria del Comune è molto grave per precise responsabilità del sindaco Di Primio e di una parte della sua maggioranza. Non siamo - aggiunge - in presenza di una querelle procedurale o di una posizione preconcetta delle opposizioni, ma di fatti politici e gestionali senza precedenti, improntati a palesi violazioni di legge e a scriteriate scelte per responsabilità intera dell'attuale amministrazione».
Legnini ricorda che la Giunta mesi orsono ha approvato il bilancio consuntivo 2010 con un fittizio avanzo di amministrazione di circa 4 milioni, con «palese sovrastima di crediti non esigibili e facendovi confluire 3,4 milioni del risarcimento post-terremoto destinato a ristrutturare la sede comunale». Ma la Giunta «sfidando e contrastando puntuali e inoppugnabili pareri contrari dei revisori» ha deciso ugualmente di spendere l'avanzo fittizio per pagare il debito alla Provincia. Secondo il leader del Pd «sono evidenti i rischi di danni erariali, anche per effetto di altre irregolarità contabili come l'utilizzo illegittimo di vecchi residui passivi sempre per pagare spese correnti, e chi ne è responsabile potrà essere chiamato a rispondere avanti alla Corte dei Conti».
Per Legnini il sindaco «ha grave responsabilità» ed è anche «arrogante politicamente», mentre «i debiti della Giunta Ricci non c'entrano un bel niente, per la semplice ragione che all'epoca i bilanci erano in regola, certificati, con avanzo strutturale. Anzi, nei cinque anni di centrosinistra, molti debiti del passato, a partire da quelli del teatro, trovarono copertura e furono pagati». Legnini si auspica che le forze più responsabili dell'eterogenea compagine amministrativa prendano atto, prima che sia troppo tardi, del deterioramento della maggioranza per inconcludenza amministrativa e scriteriata gestione finanziaria.