Castiglione: una spinta verso gli investimenti nei Balcani D'Alessandro: una regia unica
L'AQUILA. Il documento di programmazione economica (Dpefr) della Regione ha fornito l'indirizzo. «In considerazione dei tagli dal governo, per il futuro si può contare solo sui fondi europei», si legge fra le righe. Ieri il consiglio regionale ha messo in pratica ciò che veniva suggerito e fornito alla giunta un appiglio affinché l'Abruzzo salga sul treno per l'Europa.
All'unanimità, maggioranza e opposizione hanno approvato il documento che impegna il presidente della giunta regionale, Gianni Chiodi, ad attivare iniziative a favore della costituzione della "Macroregione Adriatica-Ionica", formata dalle regioni italiane e dai Paesi che si affacciano sull'Adriatico e sullo Ionio, che dovrebbe coordinare le risorse disponibili sul bilancio dell'Unione Europea 2012-2013 in una prospettiva sinergica e di governance condivisa.
L'Abruzzo intende dare peso al ruolo di capofila che attualemnte ricopre nel programma di sviluppo interregionale Ipa verso i Balcani mirando a definire strategie condivise per accedere ai fondi comunitari.
La risoluzione era stata portata in aula una settimana fa dal gruppo del Pd che aveva chiesto la convocazione di un consiglio straordinario. Il documento è stato ripreso, e in qualche punto rielaborato, dalla maggioranza di centrodestra che ieri l'ha quindi ripresentato in aula riscuotendo a questo punto l'appoggio del centrosinistra. «È importante che ci siano una regia e una strategia comune sulla politica di sviluppo», ha tenuto a precisare il capogruppo del Pd Camillo D'Alessandro in riferimento al progetto europeo. Il vicepresidente della giunta e assessore allo Sviluppo Alfredo Castiglione (Pdl) ha dato il via libera al voto: «Ci andiamo a confrontare con la nuova Europa, è la parte più debole ma anche la zona dove già investono in tanti e noi vogliamo accompagnare il territorio verso queste nuove frontiere».
Fra le priorità indicate, la necessità di consolidare i rapporti con Bruxelles e la promozione di politiche industriali; l'inserimento della dorsale ferroviaria adriatica nel corridoio europeo-adriatico, la coesione sociale e culturale di tutti i popoli dell'area Adriatico-Jonica, le sinergie con il mondo accademico. Ma l'Abruzzo ha anche un'altra carta da giocare con l'Europa: la Marca Adriatica, l'altro progetto interregionale del Pd rivolto verso l'Europa, ristretto però ad Abruzzo, Marche e Molise. «Un progetto sinergico e di sviluppo che non si sovrappone alla Macroregione, ma che offre all'Abruzzo la possibilità di contare di più e di non essere più individuato con un semplice pallino sulla cartina geografica», ha ripetuto D'Alessandro. Così, anche per la Marca Adriatica si prospetta un passaggio in consiglio regionale.