NAPOLI - Si è conclusa, con la firma nella notte dell'accordo, la procedura di consultazione sindacale nell'ambito della cessione di Tirrenia a Cin. Per l'operatività dell'intesa bisogna però attendere l'Antitrust europeo. L'accordo, siglato da Filt Fit e Uilt, garantisce il passaggio alla compagnia di tutto il personale, sia navigante che amministrativo. Saranno garantite le attuali condizione retributive e anche quelle normative ed economiche in attesa del rinnovo del contratto scaduto lo scorso anno.
L'ACQUISTO - «I soci di Cin (Marinvest, Grimaldi Group e il Gruppo Moby) hanno deciso di procedere con l'acquisto della compagnia statale salvaguardando per il futuro la continuità territoriale e i livelli occupazionali», così riportava la comunicazione diffusa dal consorzio armatoriale solo qualche mese fa. In particolare, il contratto prevedeva l'acquisto del marchio «Tirrenia», di 18 navi e delle linee attraverso la convenzione stipulata con il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Restavano escluse dall'acquisizione la Siremar, i fast ferries, le proprietà immobiliari e le opere d'arte. Il costo complessivo della privatizzazione di Tirrenia è di 380 milioni di euro (un target definito da Banca Profilo, advisor del Ministero dello sviluppo economico). Duecento pagati alla firma dell'accordo, i rimanenti 180 da versare in tre tranche da 60 milioni dopo aver incassato i contributi pubblici previsti per Tirrenia (72 milioni di euro all'anno, moltiplicati per otto, il numero degli anni previsti).
CONTROPARTITA - Come contropartita la Cin si impegna non solo a mantenere tutto l'organico, ma anche a sostituire le navi più vecchie, potenziare la rete commerciale, adeguare gli standard di bordo ai livelli internazionali e migliorare i servizi e le condizioni di viaggio dei passeggeri. La cordata, dopo aver rimandato più volte la firma dell'acquisizione, aveva siglato il contratto a fine luglio anche se il definitivo passaggio - dopo il sì dei sindacati - è ancora condizionato dal parere positivo dell'Antitrust europea, che potrebbe arrivare entro dicembre. L'acquisizione da parte di Cin ha fatto scattare l'attenzione dell'Antitrust di Bruxelles per i timori di una «concentrazione» tra Compagnia italiana di Navigazione e il ramo d'azienda più importante di Tirrenia. Sulla Gazzetta ufficiale europea del 26 novembre è stata pubblicata la comunicazione della Direzione generale per la Concorrenza che invitava «i terzi interessati» a presentare entro 10 giorni «'eventuali osservazioni» sulla notifica preventiva di concentrazione tra la Cin e la business branch di Tirrenia. In una intervista rilasciata a «Il Sole-24 Ore», qualche settimana fa, l'armatore Manuel Grimaldi, azionista di Cin, parlava del futuro di Tirrenia, e della sua aspirazione ad allargarsi, magari assorbendo linee dalle compagnie dei tre armatori che la compongono. L'ambizione è diventare una compagnia leader prima sul Mediterraneo e poi anche lontano dall'Italia, magari a Cuba o in Florida, con un ramo d'azienda internazionale. Strategie che, però, rafforzano i timori dell'Antitrust.