MILANO «I tagli, tecnicamente, riguarderebbero il contratto di servizio ferroviario. Poi la regione per rendere più sopportabile la decisione decide di spalmarli su tutto il settore», Gianni Scarfone, presidente Asstra Lombardia durante l'audizione in commissione Territorio del Consiglio regionale settimana scorsa. Come dire, a fronte della riduzione dei contributi statali, dovrebbe essere Trenord a tirare di più la cinghia. Effetti differenziati Invece, quale effetto dei tagli dell'anno scorso, il trasporto su ferro è cresciuto, mentre gli altri sono in difficoltà. Trenord, a fronte di aumenti tariffari complessivi del 22,39% (andati a regime tra febbraio e agosto), lo scorso mese di ottobre ha registrato ricavi in crescita del 29% rispetto allo stesso periodo del 2010. Gli associati Asstra, cioè le aziende pubbliche di trasporto pubblico locale che effettuano servizi su gomma, tram e metropolitana (ne fa parte anche Atm), a fronte di un aumento teorico del 20% dei ricavi, a ottobre hanno registrato +6,8% per i servizi urbani e +2,6% per quelli extraurbani. In altre parole, mentre a fronte dei rincari la ferrovia non ha perso utenti, e anzi gli ha incrementati, gli altri operatori hanno visto la domanda ridursi anche in modo significativo. Una precisazione ulteriore, però, è necessaria: come spiegato da Atm, nei bacini densamente popolati e serviti, quali la città di Milano, c'è stato un trasferimento dai biglietti ordinari agli abbonamenti (i primi sono rincarati del 50%, i secondi sono rimasti invariati) ma i passeggeri nel complesso non sono calati. Sui servizi sempre gestiti da Atm in provincia, invece, l'aumento delle tariffe ha determinato una diminuzione dei clienti cosicché non si è verificata la compensazione ipotizzata tra maggiori ricavi e riduzione dei trasferimenti. In futuro Nell'anno in corso si è verificata una sorta di polarizzazione e il rischio è che con ulteriori tagli si arrivi a una situazione ancora più netta tra le diverse tipologie di trasporti: sempre più forti le ferrovie e il nodo di Milano, più deboli gli altri, una realtà che conta oltre cento operatori. La situazione, però, non è facilmente risolvibile. Se dovessero concretizzarsi ulteriori tagli, i 142 milioni di euro previsti per il 2012, pari al 15% in meno rispetto all'anno in corso, alzare le tariffe significherebbe deprimere la domanda. Però, se ci si limita a ridimensionare i servizi, le conseguenze rilevanti. «In alcune situazioni - ha dichiarato Sandro Laudi, presidente di Anav Lombardia (le aziende private di trasporto) - si riuscirebbe a tenere in vita solo i servizi per gli studenti e poco più», con conseguenti ricadute negative anche sul piano occupazionale. Di ulteriori margini di manovra non ce ne sono, dato che l'efficientamento richiesto dalla Regione durante l'anno in corso, al fine di non incidere sui posti di lavoro, si è concentrato sulle voci di costo trazione e manutenzione con effetti ridotti e peraltro vanificati dall'aumento del 23% anno su anno del costo del gasolio. Investimenti Nonostante le difficoltà, comunque, le aziende tra cui l'Asf di Como, non rinunciano a investire in nuovi progetti. L'operatore che effettua servizi soprattutto nella provincia e nel capoluogo lariani, sta implementando un sistema volto a migliorare lo stile di guida riducendo così consumi ed emissioni nell'ambiente. Tramite un sistema gps, agli autisti degli autobus verranno date indicazioni per ottenere i migliori risultati in base al percorso effettuato. Il progetto che comporta un investimento di 400mila euro è partito in questi giorni e andrà a regime in 18 mesi. Si stima che il risparmio di carburante possa assestarsi al 5 per cento.