ANCONA isolata, le linee regionali penalizzate e i treni a lunga percorrenza che ignoreranno le Marche. Sono queste le conseguenze più evidenti di un piano di riassetto del sistema ferroviario voluto da Trenitalia che di fatto penalizza la nostra regione.Ma la prospettiva è ancora più nera e si rischia un triplicarsi dei tagli. Il nuovo orario, in vigore dal 1° gennaio 2012 di fatto farà tornare Ancona e le Marche indietro di decenni, a mero territorio periferico. Calcoli alla mano i treni tagliati sul territorio marchigiano saranno 28, compresi i due Eurostar in partenza da Roma alle 11 e alle 19,30. Si tratta dell'affronto peggiore verso la comunità marchigiana, sebbene siano le tratte regionali quelle ad essere maggiormente penalizzate e con essere migliaia di pendolari. Un danno enorme per la nostra privincia: cancellata un'intera linea, la Fabriano-Pergola e quindi soppressi 6-8 treni giornalieri; cancellati 4 treni sulla Civitanova-Albacina e altri sulla Civitanova- Senigallia con transito su Ancona. Sono solo i casi più eclatanti di una strategia penalizzante a cui la Regione sta cercando di porre rimedio. Eppure le notizie emerse ieri a margine di un vertice tra l'assessore regionale ai trasporti, Luigi Viventi, e il responsabile delle relazioni esterne di Trenitalia sono ulteriormente negative. Non solo non ci sarebbero cambiamenti di rotta da parte di Trenitalia, decisa ad applicare la politica di tagli di risorse e di tratte, in più pare che pure il trasporto su gomma rischia un forte ridimensionamento: «Dall'incontro con l'assessore Regionale ai Trasporti - si legge in una nota congiunta Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti - abbiamo appreso come senza un intervento da parte del governo per aumentare lo stanziamento di 9,5 milioni attualmente previsto per il Trasporto Ferroviario, si potrà intervenire solo con misure tampone. I fondi che dovevano essere erogati erano pari a 42 milioni per le Marche, speriamo ne arrivino almeno 30, altrimenti saremmo di fronte al triplicarsi dei tagli previsti. Inoltre anche per il trasporto pubblico su gomma, la Regione ha confermato un taglio di circa il 15%, pari a circa 5 milioni di chilometri in meno per il servizio attualmente erogato. Contrasteremo questo disegno con pesanti azioni di lotta e sensibilizzeremo l'opinione pubblica attribuendone la responsabilità politica esclusiva alle istituzioni per i guasti che tali iniziative arrecheranno ai cittadini e ai lavoratori». Duramente penalizzata la dorsale adriatica, per andare a Milano in Eurostar sarà molto più complesso. Trenitalia ha deciso una serie di cambiamenti per ridurre il monte complessivo della percorrenza previsto dal contratto con lo Stato. Innazitutto gli Intercity faranno hub a Bologna. In pratica il ridimensionamento riguarda 5 treni Eurostar diretti nel capoluogo lombardo. I treni non vengono soppressi, ma non sarà più possibile andare direttamente a Milano e a Torino dalle Marche. Sarà invece necessario effettuare sempre il cambio nella stazione del capoluogo emiliano. Particolarmente grave poi la riduzione delle fermate dei Frecciabianca: per le Marche significa che i Frecciabianca faranno tappa solo ad Ancona e che saranno soppresse le fermate di San Benedetto del Tronto e di Pesaro.