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Data: 01/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Governo al lavoro su uno sconto fiscale. Spunta l'ipotesi di un taglio della tassazione delle tredicesime per rilanciare i consumi

ROMA. Sotto l'albero di Natale gli italiani troveranno anche il pacchetto anti-crisi. I tempi brevissimi per l'approvazione delle misure sono stati confermati ieri anche dal presidente del Senato Schifani. Un pacchetto con «riforme strutturali» e orientato a «rigore, equità e crescita», come ha ricordato il presidente del consiglio Mario Monti a Bruxelles. Se le misure abbinate a rigore ed equità sono quelle relative a tassazione degli immobili, pensioni e tagli ai costi della politica, quelle che dovranno portare alla crescita sono legate ad agevolazioni fiscali, lavoro e privatizzazioni. Proprio l'accenno alle riforme strutturali farebbe pensare che nella manovra di fine anno potrebbero trovare spazio anche la riforma del mercato del lavoro e quella del fisco, spostando il peso del prelievo da lavoro e imprese a consumi e proprietà.
Fisco. L'ormai certo ritorno dell'Ici e il possibile aumento dell'Iva dovranno essere controbilanciati. C'è il pressing dei sindacati e quello di Confindustria («servono misure per la crescita, siamo favorevoli a ridurre Irpef e Irap», dice Emma Marcegaglia) ma anche un calcolo di opportunità politica perché una manovra fatta solo di sacrifici difficilmente potrà essere accettata. Bisogna rilanciare i consumi e in questo senso ha preso quota uno sconto fiscale sulle tredicesime che potrebbero essere tassate al 10% invece dell'aliquota ordinaria. Il costo sarebbe di 5-6 miliardi.
Sull'Irpef qualcosa è già stato fatto (l'acconto è stato portato dal 99% all'82% permettendo alle famiglie un differimento di spesa di tre miliardi), mentre la manovra di lunedì potrebbe contenere novità in materia di Irap.
Ieri, intanto, il ministro all'Ambiente Corrado Clini ha assicurato l'impegno a favore del bonus energia per i risanamenti: «Il meccanismo della detrazione del 55% va mantenuto e deve diventare una riforma strutturale». Una parziale frenata è arrivata però dal ministro per i rapporti con il Parlamento Pietro Giarda: «L'obiettivo è condivisibile, ma si tratta di verificare la sostenibilità finanziaria».
Si valutano anche bonus fiscali per le società impegnate nella realizzazione di infrastrutture e a favore della capitalizzazione delle aziende.
Lavoro. Per rilanciare la crescita, Monti considera fondamentale la riforma del mercato del lavoro, chiesta a più riprese anche dall'Ue. Per raggiungere gli obiettivi programmatici di aumentare l'occupazione giovanile e femminile, il premier ha già fatto capire che si andrà verso un modello con maggiore flessibilità in uscita. L'introduzione della "flex-security" comporterebbe da una parte licenziamenti più facili, ma garantirebbe anche ammortizzatori sociali più ampi e un meccanismo di incentivi per facilitare il rientro nel mercato del lavoro.
Privatizzazioni. Tra le misure dovrebbe esserci anche l'implementazione degli interventi previsti nella recente legge di stabilità. Questo significa che Monti attuerà il programma di dismissioni delineato dal governo Berlusconi vendendo immobili e terreni statali non più utilizzati (introito previsto di 5 miliardi all'anno nel prossimo triennio). Nella legge di stabilità si parlava anche di liberalizzazioni ed anche su questo Monti intende accelerare i tempi iniziando da servizi pubblici locali e professioni.

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