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Data: 01/12/2011
Testata giornalistica: Il Centro
Mix di pensioni, Iva e casa.Esecutivo a caccia di 15 miliardi, un terzo dalla previdenza

La manovra. Sull'aumento dell'aliquota pesa l'incognita inflazione

ROMA. Tante indiscrezioni, ma poche certezze fino a lunedì prossimo, giorno del consiglio dei ministri e del varo del pacchetto di misure anti-crisi. Una manovra di circa 15 miliardi (cifra che potrebbe lievitare viste le ultime previsioni da incubo sul Pil per il 2012), che conterrà misure per ridurre il debito pubblico e anche riforme strutturali, oltre ai provvedimenti per la crescita.
La casa e le pensioni sono al centro delle indiscrezioni, e quindi anche già delle polemiche dentro e tra i partiti, oltre che delle proteste dei sindacati. Il ritorno dell'Ici sulla prima casa sembra certo, forse nella versione super-Imu agganciata a una rivalutazione delle rendite catastali che potrebbe essere intorno al 15% del valore di mercato. Resta l'incertezza sul ricorso a una patrimoniale, per la quale il premier Mario Monti deve scontrarsi con la netta opposizione di Berlusconi e del Pdl, che è pur sempre il maggior partito tra quelli che sostengono l'esecutivo.
Caldissimo il fronte delle pensioni. Il governo starebbe valutando la stretta sull'anzianità con l'approdo a quota 100 nel 2015 (65 anni più 35 di contributi, o 64 più 36), accompagnato dall'aumento della soglia minima dei 40 anni di contributi per la soglia di anzianità (che potrebbe salire a 41-43 anni). Sul tavolo ci sarebbe anche il blocco della perequazione automatica degli assegni (adeguamento annuale al costo della vita), misura che da sola dovrebbe valere 5-6 miliardi. Il «ritocco» dell'anzianità, un punto peraltro non confermato da alcuna fonte del governo, è stato oggetto di uno scontro ieri tra Confindustria e Cgil.
Inoltre si valuta l'aumento dell'1,2 per cento delle aliquote contributive dei lavoratori autonomi. E ancora, il passaggio al contributivo pro-rata per tutti (e questo è un passaggio abbastanza certo, in parte anticipato dal ministro del Welfare Elsa Fornero), e l'anticipazione dell'adeguamento dell'età pensionistica delle donne che lavorano nel settore privato a quella degli uomini (65 anni nel 2016 o 2020 invece del 2026 prevista dall'attuale scaletta).
Ulteriori interventi potrebbero riguardare l'Iva. Non si sa ancora se sarà toccata l'aliquota ordinaria oggi al 21% oppure (anche) quella agevolata al 10%. Anche questa è una misura molto discussa e criticata, perché secondo gli addetti ai lavori strozzerebbe ulteriormente i consumi, farebbe alzare i prezzi e correre l'inflazione. Sul fronte del contrasto all'evasione fiscale prevista una stretta sull'uso del contante con la soglia di tracciabilità che si abbasserebbe tra i 300 e i 500 euro.

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