L'AQUILA - Non è intenzionata a smorzare le polemiche l'assessore regionale alle Risorse umane Federica Carpineta, che risponde al capogruppo dell'Idv Carlo Costantini (e a Maurizio Acerbo, capogruppo di Rifondazione, che ieri ha detto: «La rivoluzione meritocratica di Chiodi è una bufala. Non c'erano i soldi per malati oncologici, assistenza ai disabili, scuolabus e cultura mentre si distribuivano super-premi ai dirigenti») invitandolo a non essere demagogico e a fare proposte concrete: «Il taglio scandalistico che strumentalmente è stato dato alla delibera sugli incrementi delle retribuzioni ai dirigenti regionali non può essere accettato senza precisare alcuni fondamentali elementi: l'incremento della retribuzione di risultato non è frutto di una scelta dell'organo politico, ma deriva dall'applicazione dei due contratti collettivi nazionali del lavoro che sono stati sottoscritti nel corso del 2010 e che sono relativi ad un arco temporale che comprende gli anni dal 2006 al 2009. Tali contratti stabiliscono, tra l'altro, che gli incrementi destinati alla retribuzione di posizione e di risultato relativi agli anni 2007, 2008 e 2009 confluiscano nella retribuzione di risultato e siano confermati per gli anni successivi. Da qui l'incremento delle somme percepite, nel 2011, da dirigenti e direttori, a titolo di retribuzione di risultato per il 2010». Sempre riguardo agli incrementi contrattualmente previsti, «sono confluite nella retribuzione di risultato, per il 2010, anche somme relative alle economie verificatesi sul Fondo del 2009, anch'esse stabilite da una precisa diposizione».
La Carpineta evidenzia che l'incremento delle retribuzioni è frutto di una mera applicazione delle norme dei contratti collettivi nazionali del lavoro e che, se la Regione avesse assecondato l'anomalia, sarebbe stata inadempiente rispetto. Nessuna spesa a carico degli abruzzesi quindi, per aumentare le entrate di dirigenti e direttori che comunque già percepiscono uno stipendio base (deciso dal contratto nazionale e non dall'organo politico) di tutto rispetto, ossia 42mila euro annui, cui vanno aggiunte ovviamente le retribuzioni di posizione e quelle di risultato.
Su questi ultimi punti la Carpineta sta lavorando per proporre nuovi criteri di valutazione e spronare i dirigenti ad una maggiore managerialità: «Più rigore, possibilità di mobilità interna per favorire l'interscambiabilità fra gli uffici e maggiore managerialità. Sono queste ed altre le idee che proporrò. Invito Costantini ad evitare sterili polemiche e ad essere più propositivo».
La replica di Costantini: «Sugli stipendi d'oro Chiodi si nasconde e si fa scudo dell'assessore Carpineta; purtroppo fa parte del suo temperamento. E comunque mi limito a dire alla Carpineta che le darò ragione se mostrerà agli abruzzesi la disposizione di legge o del contratto nazionale che l'hanno obbligata ad aumentare del 90% le retribuzioni di risultato di direttori e dirigenti. Ma se non riuscirà a farlo potrò permettermi educatamente di suggerirle di occuparsi di altro».