TERAMO. La prima anomalia è l'importo: più di 100 mila euro l'anno a ciascun dirigente del Comune sono troppi in tempi di vacche magre dove la gente non arriva neppure a metà del mese. La seconda è la voce "indennità di risultato": un premio calcolato da uno speciale nucleo di valutazione (anch'esso strapagato), che per tutti è 19.616,69 euro. Già la sovrapposizione di questa voce per soli due dirigenti sarebbe stata singolare. Ma il fatto che siano tutti uguali diventa una vera anomalia che qualcuno dovrà spiegare. Eccoli i superpagati del Comune, i loro ruoli e gli stipendi d'oro.
Furio Cugnini, direttore generale, 135mila euro; Sergio Iezzi, segretario generale, 114mila euro; Fulvio Cupaiolo, primo settore (personale, attività produttive, polizia), 104mila euro; Cristina Di Gesualdo, secondo settore (politiche e progetti, anagrafe, stato civile, servizio elettorale, appalti e contratti), 105mila euro; Adele Ferretti, terzo settore (bilancio, finanze, tributi), 107mila euro; Stefano Mariotti, quarto settore (urbanistica), 113mila euro; Osvaldo Mattei, quinto settore (lavori pubblici, protezione civile, mobilità urbana, gestione del patrimonio), 109mila euro; Rocco Porreca, sesto settore (istruzione, asili nido, sport, turismo, musei), 106mila euro; Luciano Di Timoteo, settimo settore (sportelli unici per l'edilizia, energie alternative), 88mila euro; Alessandro Gadaleta, ottavo settore (affari generali, attività sociali, politiche giovanili), 105mila euro; Cosima Cafforio, avvocatura, 110mila euro. Per Carlo Costantini, dell'Idv, leader dell'opposizione di Chiodi in Regione, sono dirigenti strapagati.
«Non perché qualcuno si distingua per capacità ed efficienza. Ma solo perché ormai è diventata una prassi attribuire a tutti il massimo del punteggio, che si traduce nel massimo dei soldi. E' come se in una classe prendessero sempre tutti 10 e lode ad ogni interrogazione: in pochi crederebbero ad un numero così elevato di super fenomeni», ironizza Costantini. «Se poi questa condizione eccezionale fosse non solo di una classe, ma di intere scuole, allora tutti penserebbero che chi deve giudicare gli allievi regala voti alti; il che, nel caso dei dirigenti, vuol dire regalare stipendi alti. Anche Brucchi sembra non voler essere da meno, rispetto a Chiodi. Il suo Comune è infatti pesantemente interessato da questo fenomeno, con retribuzioni che in alcuni casi superano quelle più alte dei direttori generali della stessa Regione». Come rimettere le cose al loro posto? L'esponente dell'Idv ha una risposta chiarissima: «Il gradimento sull'operato di chiunque eroghi un servizio dovrebbe essere espresso da chi riceve quel servizio; nel caso dei dirigenti, dai cittadini. Nella realtà, invece, il gradimento sull'operato dei dirigenti lo esprimono i politici. Di conseguenza molti dirigenti (non tutti, naturalmente), tra il servire un cittadino o un politico (che è poi quello che decide quanto prendono di stipendio) scelgono il primo».