Il capogruppo Idv replica: nessuno può imporre aumenti del 90%. Acerbo (Rifondazione): «È una bufala la rivoluzione meritocratica annunciata da Chiodi
PESCARA. «Darò ragione all'assessore Carpineta quando mostrerà a me e agli abruzzesi che rappresenta in giunta la disposizione di legge o del contratto nazionale che l'hanno obbligata ad aumentare del 90 per cento le retribuzioni di risultato a direttori e dirigenti della Regione. Con l'intesa, però, che se non riuscirà a farlo, dopo quello che ha detto, potrò permettermi educatamente di suggerirle di occuparsi d' altro». Per il capogruppo dell'Idv, Carlo Costantini, che ha rilanciato il caso degli stipendi d'oro alla Regione, l'errore più grande che l'assessore commette è quello di difendere l'indifendibile. Costantini non accetta di essere accusato di demagogia. «Le ho detto in più occasioni, e non potrà smentirlo», afferma, «che se avesse avuto bisogno di aiuto da parte dell'opposizione per mettere in campo riforme difficili da far digerire, l'avrei sostenuta, certo di poter convincere anche gli amici del Pd a fare altrettanto. Le ho offerto questa disponibilità perché sapevo perfettamente quali e quante difficoltà avrebbe incontrato, qualora avesse deciso con fermezza di aggredire un bubbone che costa all'economia regionale molto più di quanto già costino gli stipendi d'oro alla collettività, perché solo fortissime coperture politiche possono consentire a oltre cento dirigenti di essere valutati al top, in modo da assicurare a tutti, indistintamente, il massimo della retribuzione di risultato».
Il capogruppo dell'Idv ricorda che dopo quasi tre anni, «l'assessore ha prodotto null'altro che una confessione, perché adottare una delibera nella quale si afferma che in futuro finiranno i premi uguali per tutti, equivale a riconoscere che fino a oggi sono stati elargiti premi uguali per tutti. In pratica, vuol dire darmi ragione, senza se e senza ma, e di questo la ringrazio. La verità è che Chiodi e la sua giunta hanno preso la loro strada, la solita, quella della difesa di una casta forse ancora piu potente di quella dei politici».
Sullo stesso registro la reazione del consigliere di Rifondazione Maurizio Acerbo. «Ovviamente i dirigenti regionali sono tutti bravissimi», dice, «quindi il super-premio non lo si è negato a nessuno. La rivoluzione meritocratica annunciata da Chiodi nel 2008 è una bufala. Non credo si tratti dell'effetto di aggiornamenti contrattuali nazionali» sostiene il consigliere «quanto il frutto di una sorta di egualitarismo dei privilegiati. Insomma» dice Acerbo «diminuendo il numero dei dirigenti, invece di ridurre il fondo e destinarlo ad altri fini, si è pensato bene di distribuirselo equamente».
Il vicepresidente di Confindustria Abruzzo, Paolo Primavera, definisce allarmante il fatto che in Abruzzo ci siano così tanti dirigenti ed esorta la Regione a procedere rapidamente sulla strada della riorganizzazione del personale.
«Andrebbero premiati solo i dirigenti che raggiungono risultati, non tutti», sottolinea Primavera che ribadisce la necessità di valutare i livelli di efficienza del personale, perché «in alcuni settori, con determinati funzionari, la burocrazia è aumentata». Primavera cita l'esempio della bozza di legge regionale sullo sviluppo: «È una buona norma e può avere un buon riscontro», sostiene il vicepresidente di Confindustria «ma se incappa nella rete della burocrazia di questi dirigenti, rischia di diventare solo una buona legge parcheggiata, senza effetti sul territorio». «Rimettiamo in campo anche le responsabilità dei direttori» prosegue Primavera «chi blocca iter autorizzativi solo per motivi politici deve avere la responsabilità dei danni che crea al territorio».
Per il segretario regionale della Cisl, Maurizio Spina, «la Regione deve rendersi conto che le poche risorse disponibili vanno date rispetto ai risultati e che l'efficienza dei dirigenti è da valutare in base alla capacità di razionalizzare la spesa, perché è dai risparmi», sottolinea il segretario Cisl, «che devono scaturire le risorse. Bisogna ridurre il numero dei dirigenti, è necessario fare delle scelte ben precise» aggiunge il segretario della Cisl. E la Regione deve attivare subito un tavolo di confronto con i sindacati» afferma Spina «per procedere ad un riordino intelligente del sistema».
Carpineta: premi dati secondo le leggi
Compensi d'oro ai dirigenti, l'assessore difende le scelte della Regione. Non c'è stata alcuna decisione politica nel quantificare le risorse per il fondo destinato ai premi di risultato dei direttori
PESCARA. Stipendi d'oro a direttori e dirigenti regionali? Tutto previsto dalla legge e dai contratti nazionali. L'assessore al Personale Federica Carpineta non gradisce le contestazioni dell'Italia dei valori sui costi della politica e della burocrazia alla vigilia di una legge di riforma che annuncia di rivedere a fondo il meccanismo di valutazione dei risultati nella pubblica amministrazione.
«Fare demagogia oggi è da irresponsabili. Al consigliere Costantini evidentemente quel che accade in Italia e nel mondo poco importa» afferma la delegata del governatore Chiodi in relazione alla questione degli emolumenti, e in particolare ai premi «ritoccati» per una somma incrementata di circa il 90% rispetto a quella riconosciuta, soli dieci mesi fa, a tutti i direttori e dirigenti regionali.
«Costantini», prosegue Carpineta, «si è messo ancora una volta in vetrina scegliendo il tema dei compensi ai dirigenti pur sapendo o dovendo sapere come stanno realmente le cose».
Per l'assessore non c'è stata alcuna scelta politica nella quantificazione delle risorse per il fondo destinato al risultato, «ma la pura e doverosa applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro. Qualora Costantini ritenga seriamente che le cose non stiano così», dice Carpineta, «ha diversi strumenti per fare chiarezza o ancor di più eliminare quelle che denuncia come distorsioni. Costantini conosce i luoghi istituzionali e le istanze possibili che possano annullare o correggere la delibera che oggi contesta; se non lo ha fatto, evidentemente, è perché consapevole che esistono obblighi di legge e vuole solo agitare polemiche».
L'assessore spiega che l'incremento della retribuzione di risultato attribuita ai singoli è semplicemente frutto dell'applicazione di due vecchi rinnovi contrattuali nazionali, riferiti agli anni 2006-2007 e 2008-2009, e delle economie del fondo stesso realizzate negli anni precedenti, il cui utilizzo deve essere destinato necessariamente proprio a quel fine.
«Inoltre» puntualizza Carpineta, «la diminuzione dei dirigenti, da noi drasticamente operata, senza che Costantini se ne sia accorto, ha portato a dover dividere il fondo a disposizione per un numero inferiore di dirigenti, senza la possibilità di poter decurtare il fondo per gli stessi obblighi di legge».
Un fondo che tuttavia viene contrattato anno per anno con il sindacato e che, forse, poteva essere riparametrato alla riduzione degli incarichi dirigenziali operata dalla giunta Chiodi.
Ma l'assessore Carpineta va fino in fondo nella polemica con il leader di opposizione.
«Mi sarei aspettata dal consigliere Costantini», dice, «anche come esperto di diritto, più un intervento costruttivo e propositivo sui nuovi criteri di valutazione, deliberati dalla giunta regionale ed annunciati lunedì scorso, in applicazione della legge sul merito e sulla trasparenza da noi approvata nell'aprile scorso. Grazie a questa nostra decisione, finiranno i premi uguali per tutti, che frustrano i bravi, sperperando il denaro pubblico. Mentre c'è chi si diverte irresponsabilmente a giocare con la demagogia, noi silenziosamente abbiamo già ridotto il numero di dirigenti e dei dipendenti, abbiamo così risparmiato non pochi milioni di euro. Abbiamo inoltre intrapreso il percorso della meritocrazia attraverso nuovi criteri di valutazione efficaci dal 2012 e stiamo per licenziare la nuova legge di organizzazione della Regione Abruzzo. Proprio in questa fase, mi aspetto da parte di tutti proposte coraggiose, migliorative, serie e responsabili, oltre che un sostegno forte e deciso a combattere interessi di corporazione e piccole nicchie di privilegio».
Sulla stessa scia la presa di posizione del consigliere regionale e portavoce del Popolo della libertà, Riccardo Chiavaroli, che difende l'operato della Regione.
«Le cifre in questione» sottolinea Chiavaroli «fanno riferimento alle imposizioni del contratto nazionale quindi non si poteva fare altrimenti. Noi stiamo operando per differenziare il merito» aggiunge Chiavaroli «e abbiamo già predisposto una delibera che, una volta approvata dal Consiglio regionale, consentirà, a cominciare dalla prossima annualità, di assegnare fondi in base a obiettivi e risultati. Quello che ci interessa» osserva il portavoce «è far lavorare meglio i dirigenti e premiare quelli più bravi».