Arriverà l'aumento del biglietto da 1 euro a 1,50 - probabilmente da giugno - e saranno incrementati i controlli anti evasione. Ma il risanamento dell'Atac partirà dal personale: stop a nuove assunzioni (macchinisti esclusi) fino al 2015, addio orari fiduciari e assegni ad personam per 387 dipendenti, stretta del 10 per cento sui costi dei dirigenti, che scenderanno da 92 e 70 in quattro anni. Non solo: gli impiegati del settore amministrativo vedranno lievitare l'orario settimanale da 36 a 37 ore e potranno anche essere utilizzati sul campo, per esempio come controllori.
Dopo una lunga trattativa, ieri mattina è arrivata la fumata bianca tra l'azienda e i sindacati, che ha scongiurato la disdetta del contratto integrativo per i 12 mila dipendenti. Un passo avanti importante sulla strada del piano industriale 2011-2015, redatto dall'amministratore delegato Carlo Tosti. Il manager, però, lancia l'allarme: «C'è forte preoccupazione per i tagli dei fondi per il trasporto pubblico locale, previsti dall'ultima manovra del Governo - sottolinea Tosti - Il piano industriale di Atac conta ovviamente sui trasferimenti di Regione e Roma Capitale. L'azienda farà tutto quello che sarà in grado di fare, ma se i tagli verranno confermati il nostro attuale piano industriale sarà messo in discussione in tutte le sue voci». Insomma, si rischiano tagli al servizio per i cittadini.
L'accordo raggiunto ieri, rilevano i sindacati, «avrà come obiettivo quello di salvare un'azienda che si trova a un passo dal fallimento a causa dei reiterati tagli ai trasferimenti al settore nonché per la disastrosa gestione degli ultimi due anni», come si legge in una nota di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti.
Il piano industriale dell'ingegner Tosti, in ogni caso, prevede l'aumento del biglietto da un euro a 1,50, con l'estensione della sua validità fino a 100 minuti, contro gli attuali 75. Aumenti anche per gli abbonati annuali (attualmente 110 mila) che costeranno 280 euro (invece di 230) e per le tessere mensili (90 mila in media), che passeranno da 30 a 35 euro. Per mettere in pratica gli aumenti bisognerà però attendere una delibera regionale, che potrebbe arrivare nelle prossime settimane. «Verosimilmente le nuove tariffe dovrebbero essere in vigore da giugno», sostiene l'amministratore delegato.
La terza trimestrale 2011 dell'Atac, intanto, registra un miglioramento del margine operativo lordo di circa 23 milioni di euro, rispetto a quanto previsto dal budget. «Dobbiamo continuare il nostro lavoro di risanamento - sottolinea Tosti - per far tornare in positivo i conti, cosa che prevediamo avverrà nel 2013». Il recupero dei 23 milioni di euro deriva da una forte riduzione dei costi del servizio, materiali e personale. «Ho voluto io stesso creare, da luglio, una commissione denominata Zero sprechi - ha sottolineato Tosti - per favorire una modalità di gestione dell'azienda basata sulla trasparenza, sull'equità e sulla meritocrazia».
L'azienda, aggiunge il manager, ha bisogno di una patrimonializzazione: nel prossimo anno si prevede di incassare venti milioni dalla cessione di beni immobili non strumentali che fanno parte del «tesoretto» di Atac Patrimonio: «Non è la soluzione ma è solo un'opportunità per far fronte all'attuale indebitamento: è necessario un piano di risanamento sul conto economico». Per il 2012 l'ad prevede un abbattimento di altri 30 milioni di euro. Ma ci saranno anche investimenti: a partire dai 400 nuovi autobus Euro 6, tutti con cabina blindata, che saranno acquistati dal prossimo anno.
L'annunciato aumento del biglietto, però, accende le polemiche. L'associazione di consumatori Adoc stima in cento euro l'anno il danno per le tasche dei romani. Secondo il consigliere comunale Paolo Masini (Pd), «Roma paga la Parentopoli di Alemanno», mentre Luigi Nieri, capogruppo regionale Sel, invita la presidente Renata Polverini a non dare seguito alla delibera regionale. Secondo il presidente della commissione capitolina mobilità Roberto Cantiani (Pdl), l'accordo tra azienda e sindacati è «un segnale positivo che consentirà ad Atac, una vera e propria risorsa per la nostra città, di ripartire nella sua attività industriale con un importante cambio di marcia».