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Pescara, 10/04/2026
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Data: 02/12/2011
Testata giornalistica: La Repubblica
Treni , blitz di Emiliano: «Stop ai tagli» Incontro con l'ad a Roma.

INDICE puntato contro il governo, perché batta un colpo e non permetta l'affondamento dei treni che dal Sud dovrebbero raggiungere il resto d'Italia. Ma anche di quelli regionali. Giacchéi soldi sono contati e il rischio, secondo le stime dell'assessore ai Trasporti Guglielmo Minervini, nel 2012 sarà quello di "congelare" 210 dei 300 convogli in circolazione per scarrozzare ogni giorno qualcosa come 250mila pendolari. Quanto alla lunga percorrenza, è il sindaco a vestire i panni del soldato in prima linea per scongiurare cancellazioni a raffica delle corse. Ieri, a Roma, Michele Emiliano fa un vero e proprio blitz nel quartier generale di Fs: ha un incontro a quattr'occhi con l'amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano. Spera di salvare il salvabile, ma la sensazione è che non cambieranno le carte in tavola quando manca un pugno di giorni all'introduzione dell'orario invernale, da lunedì 12. «Il taglio» spiega Emiliano «riguarda prevalentemente i "notturni" sovvenzionati dal governo, che dovrebbe concedere a Trenitalia l'integrazione del costo non coperto dal biglietto così come prevede il contratto di servizio». Ed è sempre il governo, rincara la dose Emiliano, che «deve rispondere immediatamente alla lettera del presidente della Regione». Vendola aveva scritto al ministro Passera agitando lo spettro dell'isolamento: «Non è immaginabile che le ferrovie abbandonino il Mezzogiorno. Sarebbe un colpo al cuore all'economia e ai diritti dei cittadini pugliesi». Cittadini che continuano ad alzare la voce: da Taranto, penalizzata al di là di qualunque previsione, a Bari. «I problemi del capoluogo ionico sono i problemi della Puglia» rumoreggia l'assessore Minervini. Nel frattempo Cgil, Cisl e Uil organizzano alla stazione centrale la sottoscrizione perché non si corra il pericolo dalla città di san Nicola «di partire solo a piedi o in bicicletta», come ironizza un militante sindacale per invitare la gente a fare parte del plotone degli indignati. «Abbiamo raccolto 600 firme in poco più di tre ore» racconta, orgogliosa, Mariateresa De Benedictis, della Filt. Pochi gli uomini politici che fanno capolino davanti al presidio: è possibile contarli sulle dita di una mano. Sono tutti del Pd: i consiglieri regionali Mario Loizzo, ex assessore ai Trasporti della giunta Vendola, e Antonio Decaro, il consigliere comunale Massimo Maiorano. Nessun'altro. C'è piuttosto una nutrita rappresentanza di "cuccettisti": saranno impegnati con la società Servirail fino a domenica 11, poi tutti a casa. Quarantacinque licenziamenti senza nemmeno un ammortizzatore sociale che faccia da paracadute per padri e madri con un'età media fra i 35 e i 40 anni, destinati a precipitare nel vuoto. Il sindaco Emiliano non si arrende al peggio: «Ho chiestoa Trenitalia di partecipare al tavolo istituzionale che convocherò per esaminare la posizione di questi lavoratori. E' nostro dovere individuare subito i modi e le risorse con le quali risolvere questo autentico dramma. La ricollocazione occupazionale di questo personale può essere realizzata ed il Comune si riterrà soddisfatto nel momento in cui sarà trovata una soluzione dignitosa per tutti».

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