I timori riguardano la manovra economica approvata nel luglio del 2010 con la quale si era già effettuato un taglio lineare medio del 40% delle risorse, parzialmente recuperate con l'accordo sottoscritto in sede di Conferenza Stato-Regioni. Ulteriori tagli sono previsti per il prossimo anno. "A questi - rimarca Claudio Michetti - si sono poi aggiunti quelli previsti dalla cosiddetta manovra di Ferragosto. Oggi rimane il rischio concreto che il trasporto pubblico (sia su gomma che ferroviario) possa essere pressoché azzerato. Nonostante che la Regione Marche per il 2012 sia riuscita ancora una volta a recuperare una parte di risorse da destinare al settore , attiverà un taglio di circa l'11%, il che significa che circa 200 unità lavorative rischiano il posto di lavoro. Nel Fermano ciò comporta una grave riduzione di servizi proprio in un periodo in cui la crisi economica globale e il conseguente innalzamento del costo del trasporto privato vi sia una forte domanda di trasporto pubblico. Queste difficoltà non possono e non devono apportare un aumento indiscriminato delle tariffe".
Tagli confermati, meno autobus e treni nel Piceno
I tagli ci saranno e riguarderanno autobus e treni. E' stata confermata la razionalizzazione sul trasporto urbano ed extraurbano per una cifra pari al 10 per cento per gli autobus e del 13 per cento per il trasporto su rotaie. Per quanto concerne la Riviera le percorrenze attuali dei bus sono di 450 mila chilometri che passerebbero a 405 mila, mentre gli investimenti passerebbero da 750 mila euro a 675 mila euro. Si è svolto ieri mattina ad Ancona l'incontro che ha visto partecipare l'assessore comunale Luca Spadoni, il vice comandante della polizia municipale Giuseppe Coccia, il sindaco di Ascoli Guido Castelli, il presidente della Provincia Piero Celani, il direttore della Start Ado Paolini, il presidente della Start Alessandro Antonini e il dirigente regionale dei trasporti Sergio Strali. Un summit dove gli amministratori non hanno potuto fare altro che prendere atto dei tagli stabiliti dal Governo e per effetto domino dalla Regione. Tagli, tra l'altro applicati, a partire dal primo gennaio, si dovrà quindi procedere a una riprogrammazione dei servizi e delle corse. "E' normale - ha spiegato l'assessore Spadoni - che procederemo con l'eliminazione delle corse meno frequentate e richieste. I tagli non piacciono a nessuno, ma non sembra ci siano margini per un'alternativa. Ora dovremo procedere a una riorganizzazione delle corse, privilegiando quelle più richieste". In totale il Piceno subirà una riduzione annua di oltre 630 mila chilometri pari a un taglio di risorse di 900 mila euro. Per ora non sembrano a rischio i posti di lavoro. Anche per il trasporto su rotaie non si prevedono giorni felici, infatti il taglio dovrebbe aggirarsi intorno al 13 per cento. Addirittura la Regione avrebbe invitato gli amministratori ad eliminare le sovrapposizioni tra treni e autobus e procedere a una maggiore integrazione tra ferro e gomma. Una richiesta bizzarra dal momento che si taglia su entrambi i fronti. E le polveri sottili che stanno soffocando la città, dove si è a 32 sforamenti solo grazie al fatto che la centralina di rilevazione non ha funzionato per mesi, come potranno essere contrastate? Per anni è stata portata avanti una politica a favore della viabilità alternativa, quindi bus, treni iper lasciare spenti i motori delle auto mentre ora si taglia proprio su questi mezzi. A giorni seguirà un'altra riunione, sempre a Palazzo Raffaello, ma questa volta per parlare di targhe alterne e della riduzione delle auto che sono in circolazione, perché lo smog a quanto pare è arrivato a livelli giudicati troppo alti. Allora - si chiedono in molti - che si farà? Si andrà tutti a piedi come nel periodo dell'austerity?