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Pescara, 10/04/2026
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02/12/2011
Il Centro
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Pensioni, contributivo da gennaio. Si accelera l'adeguamento dell'età per le donne, resta incerta l'anzianità dei 40 anni |
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ROMA. Ormai ufficiale il contributivo per tutti dal primo gennaio, altrettanto certo il ritorno dell'Ici (che sarà progressiva), molto probabile l'aumento dell'Iva. Iniziano a delinearsi le misure del pacchetto anti-crisi di lunedì: «Comporteranno sacrifici», spiega da Bruxelles il ministro al Welfare Elsa Fornero aggiungendo che il risanamento è una necessità, «ma l'obiettivo è la crescita». Pensioni. Dopo tante indiscrezioni, ieri finalmente sono arrivate le prime indicazioni di «prima mano». È stato direttamente il ministro Fornero a confermare che la riforma previdenziale farà parte del pacchetto anti-crisi. I contenuti: «Una delle misure sarà l'introduzione del metodo contributivo pro rata» e potrebbe arrivare anche «l'accelerazione di alcuni sentieri di adeguamento sull'età delle donne che erano già stati adottati dal governo precedente ma con una lunghezza di tempi che oggi non ci è più consentita». Il governo Berlusconi aveva fissato l'innalzamento dell'età di pensionamento delle donne impiegate nel settore privato a 65 anni a partire dal 2026. L'estensione a tutti i lavoratori del metodo contributivo (che vale già per chi è stato assunto dopo il 1996, per tutti gli altri scatterà "pro rata" a partire dal 2012) garantirebbe pochi risparmi immediati, ma fino a 2 miliardi una volta a regime. Il ministro non ha accennato al tema che più sta facendo discutere in questi giorni, i 40 anni di contributi necessari per la pensione di anzianità, indipendentemente dall'età anagrafica. L'ipotesi di alzare il limite a 41-43 anni resta, ma sembra perdere quota rispetto ad un'accelerazione verso quota 100 (somma di età anagrafica e contributiva). Si procede coi piedi di piombo, anche perché i dati presentati ieri dall'Inps confermano che nel 2010 due terzi dei pensionati per anzianità (116 mila su un totale di 174 mila) sono usciti proprio grazie al raggiungimento dei 40 anni di contributi con l'età media ferma a 58,7 anni. Sarebbe di grande impatto il possibile blocco della perequazione degli assegni. Secondo uno studio della Cgia, senza adeguamento all'inflazione, gli oltre 16 milioni di pensionati italiani perderebbero in media 280 euro all'anno: i più colpiti sarebbero i laziali (311 euro), mentre in Molise e Basilicata la perdita sarebbe limitata a 267 euro. In mezzo Friuli (298), Toscana (291), Trentino-Alto Adige (280), Veneto (276) e Sardegna (267). Il risparmio per l'Inps sarebbe di 4,5 miliardi. La Fornero ha ribadito i concetti di equità e riequilibrio, cosa che rende molto probabile un'armonizzazione delle aliquote contributive: l'innalzamento di 1-2 punti per gli autonomi (commercianti e artigiani), che oggi versano il 20-21% contro il 33% dei lavoratori dipendenti farebbe recuperare dagli 800 ai 1.200 milioni. Ici e Iva. Di fisco ha parlato a lungo il ministro allo Sviluppo Corrado Passera con i rappresentanti delle imprese. Per quanto riguarda la tassazione degli immobili si va verso una combinazione tra Ici e patrimoniale, con aliquote progressive al crescere del reddito o del numero di case di proprietà (più plausibile questa seconda ipotesi, con una "stangata" su seconde e terze case). Probabile anche una rivalutazione del 15% delle rendite catastali. Gettito garantito: almeno 3,5 miliardi dall'Ici, altri 1,5 dalla rivalutazione delle rendite catastali. Passera alle imprese ha anche anticipato che sul tavolo c'è il ritocco dell'Iva di due punti, dal 21% al 23%, che all'Erario porterebbe in dote 8,4 miliardi. Lotta all'evasione. Pare certo che nel pacchetto di lunedì ci sarà anche la limitazione ai pagamenti in contanti. Il governo si sarebbe posto come obiettivo una soglia minima a 100 euro, che di fatto abolirebbe il contante. Viste le resistenze, è però più probabile una soluzione di compromesso, con una soglia di 500 euro.
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