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Data: 02/12/2011
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pensioni, Fornero stringe i tempi e apre al reddito minimo garantito. Dalla Camusso un nuovo paletto: «No a decreti sulla previdenza»

ROMA - La disponibilità c'è, ma i tempi sono stretti, strettissimi. Difficilmente compatibili con quelli di una vera e propria trattativa. «Abbiamo un vincolo di tempo che dobbiamo rispettare» avvisa il ministro del Welfare, Elsa Fornero. Dopo il pressing dei sindacati per un confronto sul pacchetto anti-crisi che il governo sta per varare, è proprio lei da Bruxelles, dove si trova per un vertice con i colleghi europei degli Affari Sociali, ad annunciare che la convocazione sta per arrivare: «Da parte mia, e mi sembra anche del presidente del Consiglio, c'è disponibilità ad incontrare le parti sociali prima del 5, si tratta di trovare una finestra di opportunità».
Poi appena atterrata a Roma, a dimostrazione che la volontà c'è davvero, il ministro Fornero corre a Palazzo Chigi. E alla fine la quadra si trova e partono le convocazioni ufficiali: il premier Monti vedrà le parti sociali (e quindi non solo i sindacati) domenica mattina a Palazzo Chigi. A varcare il portone della Presidenza del Consiglio saranno anche i rappresentanti degli enti locali.
Ora bisognerà capire se i sindacati si accontenteranno di quella che alla fine, per forza di cose, sarà una semplice comunicazione. Il comunicato di Palazzo Chigi lo dice in modo chiaro, «illustrazione delle linee guida». D'altronde difficile immaginare che a 24 ore dal varo dei provvedimenti ci sia spazio per modifiche importanti.
Non a caso la Fornero lanciato anche un'avvertimento che suona come un monito: «L'Italia ha un'agenda dettata dalla sopravvivenza dell'euro e noi possiamo dare un contributo o un colpo di freno, cosa che questo governo vuole evitare». Anche se c'è da dire che già nei giorni scorsi (e si suppone sarà così anche nei prossimi due) il ministro ha avuto più di un contatto e di un colloquio con i leader sindacali tutti, Cgil compresa. Ed è quindi probabile che nel menù di domenica qualche pietanza che rischia di essere davvero indigesta alla fine non venga servita.
Almeno sulla carta, e stando alle dichiarazioni ufficiali, le posizioni - come si usa dire in sindacalese - sono lontane. Cgil e Uil non vogliono sentir parlare di aumento del requisito dei 40 anni di contributi per l'accesso alla pensione di anzianità. «E' una misura palesemente ingiusta» ribadisce il numero uno del sindacato di via Lucullo, Luigi Angeletti. Un po' meno rigida la posizione della Cisl. Bonanni, riferendosi all'intoccabilità del numero 40 rimarcato dalla Camusso, polemicamente precisa: «Ma che è un problema di Cabala? La parola magica è trattare e trovare soluzioni migliori ed eque, senza creare limiti virtuali che nessuno rispetterà. Spero che la Cgil si ponga l'obiettivo di avere un tavolo, come fa la Cisl». Intanto però dal leader Cgil arriva un nuovo paletto: «No al decreto su misure come pensioni e lavoro». Insomma, per il governo si apre ora il momento più delicato.
Che comunque nel pacchetto anti-crisi ci saranno misure difficili da digerire, le parti sociali lo sanno e il governo non lo ha mai nascosto. «Le riforme implicano sacrifici e ciò sarà sgradito, ma questo sarà reso un po' più tollerabile se anche coloro che stanno meglio dovranno sostenere sacrifici maggiori» anticipa la Fornero. La carta che il governo ha intenzione di giocare in modo da ammorbidire le proteste è quella dell'equità. Unita a quella di una particolare attenzione verso chi adesso è meno tutelato. Sta in questa cornice l'annuncio che il ministro del Welfare fa da Bruxelles, pur precisando che è ancora «un'idea personale»: l'introduzione del reddito minimo garantito. Non si tratta comunque di una misura che farà parte di questo primo pacchetto. Sulle pensioni Elsa Fornero assicura: «Il governo ha in preparazione una riforma incisiva ma che rispetta il criterio di equità tra le generazioni. I privilegi vanno eliminati». E annuncia anche alcune misure che certamente faranno parte del menù: metodo contributivo pro-rata per tutti, accelerazione dell'età pensionabile delle donne. Ma non è detto che siano le uniche.
Non è ancora il momento, invece, per la riforma del mercato del lavoro. «Ci lavoreremo dalla prossima settimana» spiega la Fornero. E anche in questo caso non manca una promessa nel segno dell'equità: «Il miglioramento del funzionamento del mercato del lavoro sarà in un'ottica di più opportunità per tutti, per i giovani e le donne in particolare».

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