Teramo. Una vera e propria corsa al posto. Questo è quello che gli studenti universitari sono costretti a fare per trovare posto sull'autobus. Gli sfortunati passeggeri, infatti, sono costretti a raggiungere la propria facoltà stivati come sardine. I mezzi "incriminati" sono i Pullman numero 6 e 7, i soli che permettono agli studenti sprovvisti di un proprio mezzo di trasporto, tra i quali anche i numerosi studenti Erasmus di cui Teramo si popola nel corso dell'anno accademico, di raggiungere l'Università. Il disagio, però, è avvertito soprattutto in particolari ore delle giornata, quelle di massima affluenza che coincidono con l'inizio e la fine delle lezioni. Le ore di punta sono le 8 del mattino, le 14 e le 19 circa. «In queste ore sarebbe necessaria l'aggiunta di ulteriori corse - propongono gli studenti vittime del disagio -. Durante il tragitto, infatti, è impossibile muoversi, siamo ammassati gli uni contro gli altri e, inoltre, ci è capitato più volte di aver saltato alcune ore di lezione in quanto l'autobus, sovraccarico di persone, non ha rispettato tutte le fermate perchè non poteva più far salire altri passeggeri. Denunce, queste, che fanno emergere in pieno il problema vissuto in particolar modo dalla popolazione studentesca dei fuori sede. I piani alti della Staur, invece, sono pronti a sostenere che l'intenzione di intervenire per eliminare il disagio non è mai mancata. «E' difficile monitorare le corse perchè l'afflusso degli studenti è discontinuo - sostiene Agostino Ballone, presidente della Staur -. Non è facile conoscere preventivamente il flusso di passeggeri di una determinata corsa. Se così fosse si potrebbe intervenire con una corsa bis. Ma, obiettivamente parlando, l'affluenza è irregolare. Gli studenti, inoltre, per mezzo di una convenzione con l'Adsu, possono utilizzare lo stesso abbonamento per tutti gli autobus e risolvere il disagio sfruttando altre corse».